
Il presidente della Repubblica ha sciolto le Camere ed ha pronunziato poche , ma significative, parole invitando le forze politiche al dialogo e ad esprimere il proprio credo, programmi e critiche in modo pacato, interpretando il pensiero di tanti italiani che si augurano si possa dare vita ad un nuovo modo di fare politica, libera da falsità, scorrettezze e scontri furibondi. In tanti, credo, ci aspettiamo una campagna elettorale che rispetti la dignità di ciascuna persona, qualunque ruolo rivesta, che sia chiara e costruttiva, rivolta a fornire coordinate precise su come si intende governare e su quali iniziative saranno poste in essere per sanare o equilibrare le situazioni di grave disagio in cui versano molteplici settori della vita pubblica e privata. Purtroppo, però, accade ancora di sentire ex parlamentari preoccupati solo di non consegnare l’Italia a Berlusconi, di esprimere, cioè, un pensiero che ha già fatto il suo tempo.
Molti italiani, a dire il vero, si aspettano che altre preoccupazioni alberghino in seno ai candidati. Preoccupazioni volte a fare lavorare il cervello per trovare idee nuove, se ne hanno, e giuste misure da mettere in cantiere. Vogliono sentire un altro disco, scoprire volontà, intelligenze e segni di onestà operativa e intellettuale. Dalla competizione che, a dire il vero, si preannuncia interessante, vista la popolarità e il carisma di cui godono i leader dei due partiti più rappresentativi, speriamo che emergano coloro che dimostreranno di avere la stoffa giusta per emergere, che saranno capaci di infondere nuova fiducia nella politica, che offriranno sicurezza, stabilità e benessere e poco importerà il loro nome o lo schieramento di appartenenza.
Nica