Protagonista l’Università di Messina, facoltà di “Scienze della Formazione”, e Alda Merini, una voce che si eleva fra i poeti del novecento e del nuovo millennio, che lascia un segno indelebile, un’emozione fortissima in chi legge le sue opere e, soprattutto, in chi, come lei, conosce il valore della sofferenza e della solitudine. Ho visto da distanza ravvicinata, oggi, la poetessa, una donna semplice, dai lineamenti dolcissimi, che ha tenuto una “Lectio Magistralis”, condotta per i meandri tortuosi del suo vissuto dal prof Andrea Velardi, che si è accostato a lei come un figlio affettuoso e gentile.
La poetessa, oltre a mostrare, con estrema pacatezza, brandelli della sua vita, ha estasiato i presenti con la recitazione, a volte sofferta, di alcune sue poesie ed ha creato, con l’abilità resale da una vivace intelligenza e dall’ esperienza, un clima ironico , giocoso, di complicità con l’abile intervistatore, verso il quale ha espresso apprezzamenti, sorrisi e velati, scherzosi rimproveri, per alcune domande che le sono state porte con un pizzico di curiosità o forse anche malizia.
Un grazie davvero sentito alla Signora Alda Merini per una testimonianza che arricchisce l’anima rendendole la sua essenza più profonda.
Nica

2 commenti:
Ciao Nica,condivido le tue parole, anche per me l'incontro con la poetessa ha lasciato il segno. L'emozione non mi ha lasciato un minuto, e tutto di lei mi ha ricordato quale dono è per gli esseri umani l'autenticità. Spero di leggere ,al più presto,le sue poesie,le poesie della donna che ha espresso sè stessa ,sempre, e senza falsi pudori.Ciao Nica, continuerò a leggere i tuoi pensieri con molto piacere. Sara
Grazie Sara per la tua cortese attenzione. E' bello condividere pensieri ed emozioni
Nica
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