lunedì

Una scelta che fa onore alla città di Torino.



La scelta di non festeggiare in modo chiassoso il Capodanno, in segno di solidarietà e rispetto, per le vittime della ThyssenKrupp fa onore alla città di Torino che si ferma per non dimenticare, per denunciare la tragedia.
Il sindaco Chiamparino e il cardinale Poletti, hanno deciso di spegnere i riflettori in piazza per sottolineare il lutto che ha colpito le famiglie di sette onesti lavoratori: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò. Giuseppe Demasi. A tutti i familiari giungano sentimenti di benevolenza e un comune, affettuoso abbraccio.

Nica

domenica

Una riflessione sul caso Contrada.


Non è semplice esprimere un giudizio su tutta la vicenda Contrada, con particolare riferimento agli ultimi avvenimenti che vedono da una parte il suo legale Giuseppe Lipera e dall’altra il Ministro di Grazia e Giustizia, Clemente Mastella e il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano.
«Non ho mai chiesto, né chiederò, una grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie». Queste parole dell’ex 007 fanno riflettere, così come fanno riflettere le parole della sorella che chiede un atto di clemenza per il fratello , affinché la sua vita possa concludersi in seno alla famiglia.
“Contrada vuole dimostrare la sua innocenza” ha ribadito ieri Giuseppe Lipera.
La sua innocenza. Contrada, da sempre, si è dichiarato innocente.
E se lo fosse veramente? Se ci fosse anche una sola possibilità su mille che sia innocente, di quale colpa si macchierebbe la società civile nel non concedergli di morire circondato dagli affetti più cari?
E se, invece, fosse colpevole?
Forse avrebbe già pagato con la sua onorabilità di ex funzionario del Sisde calpestata, con l’essere stato sbattuto in prima pagina come un delinquente, con la mancanza degli affetti e tanto altro che viene meno a chi, secondo giustizia, deve scontare, in regime di costrizione, una pena.
Quello che chiede Contrada, però, non è la libertà.
Quello che chiede è di morire. Non vivere.
Come si può rifiutare una richiesta simile ad un anziano che si dice sia in gravissime condizioni, senza poi, quando tutto sarà finito, non sentirsi a disagio?
Un passaggio breve, in seno alla famiglia, con tutte le precauzioni che il caso richiede, gli darebbe dignità e conforto che, come cristiani ed esseri civili, non dovremmo negare a nessuno, senza rischiare di metterci negli stessi panni di chi ha smarrito il senso e la misura della vita.
La mia semplicemente un’opinione, da poco, che non viene condivisa già nel gruppo di persone a me vicine e da quanti non vogliono accordare il beneficio. Una riflessione che ho voluto fare ad alta voce.

Nica

sabato

Telethon ha fatto breccia anche alla Colaneri.



Nell’ambito della raccolta dei fondi per la ricerca promossa da Telethon, è stata messa in palio, dal gruppo Colaneri, la nuova Fiat cinquecento di colore bianco che è diventata appetibile per i collezionisti perché riporta impresso sulla carrozzeria l’autografo di Luca Cordero di Montezemolo, Presidente Fiat Automobile. L’asta, che è stata avviata alcuni giorni fa su e-bay, si è conclusa e pare abbia raggiunto il record di 250.000 cliccate e l’offerta di circa 11.000 euro. Un grosso contributo che si aggiunge alla somma già raccolta durante la lunga maratona in diretta TV.
Nica

venerdì

Novantanove anni fa la città di Messina venne rasa al suolo da un terremoto di inusitata violenza.


Il 28 dicembre del 1908, alle ore 5,21, la città di Messina subì la violenza di un tremendo terremoto che raggiunse l’undicesimo grado della scala Mercalli. Il sisma, che provocò il crollo del 90 per cento degli edifici pubblici e distrusse le vie di comunicazione stradale, ferroviarie e marittime, fu uno dei più grandi disastri mai avvenuti. Un tremendo rombo scosse la terra che traballò. Il cielo che era quieto, all’improvviso, divenne minaccioso e i palazzi si accartocciarono e rovinavano su sé stessi sommersi dalla polvere. Le grida della gente, i lamenti si elevarono verso il cielo, tinto di rosso, presago della grande catastrofe che si stava compiendo. Tutto venne distrutto dagli incendi che divamparono e dalla furia di un maremoto che sconvolse il volto di una città tranquilla che si preparava a festeggiare il nuovo anno. Onde gigantesche, alte più di dieci metri, si riversarono sul litorale e con rabbia demolirono le case e risucchiarono i corpi dei morti, e dei vivi, barche e navi ormeggiate, e quanto era ancora era rimasto in piedi.
Dell’Area dello Stretto, che comprendeva Messina e la sua provincia, conosciuta fin dall’antichità per le bellezze paesaggistiche, culturali e architettoniche, e la città di Reggio Calabria, non rimase altro che un pugno di macerie e il pianto dei sopravvissuti sui corpi martoriati dei congiunti.
Al Teatro Vittorio Emanuele, il sipario, che si era chiuso sulle note dell’Aida di Giuseppe Verdi, si chiuse all’alba sulla vita di una città di illustre memoria, inerme di fronte alla furia devastante di una natura irrazionale.
Nica

martedì

Scusate il ritardo… ma nel mio ambiente non si usa fare gli auguri di Natale.


Scusate il ritardo, ma visto che tutti si scambiano gli auguri anche io vorrei porgerli a voi.
Per la verità, nel mio ambiente non si usa…ma non voglio rimanere fuori dal giro…
Innanzitutto desidero farli alla mia famiglia adottiva che è sempre tanto carina con me! Non vi dico oggi…ho fatto incetta di baci e carezze! Potrò vivere di rendita per almeno un anno.
Ho capito che era un giorno speciale fin dal mattino, anche perché sotto un albero cresciuto nel salone ( che tentazione nel vederlo!) c’era un dono per me: un collarino nuovo con tanti brillantini rossi.
A dire il vero, forse, più adatto ad una femminuccia… ma come potevo deludere la mia padroncina?
Le ho fatto tante di quelle coccole! Il suo pensiero mi ha commosso.
Eh sì…bello il giorno di Natale, tutti più buoni e gentili! Che meraviglia se durasse tutto l’anno!
Ora vado a nanna, è tardi. Rischio di non svegliarmi in tempo domani per accompagnare alla porta i miei cari. Baci, bacini, bacetti e tanti, tanti auguri da un cuore piccolo ma sincero.
Roger

(By Nica)

lunedì

La Stella di Natale: una pianta pulcherrima proveniente dal Messico


L’ Euphorbia pulcherrima, o Stella di Natale, è una pianta che proviene dal Messico ed ama gli ambienti riscaldati, con temperature non inferiori a 14 gradi. Appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae. Le foglie, di colore rosso vivo, o bianche, o rosa, che ammiriamo, chiamate brattee, non rappresentano la fioritura, che riguarda solo la parte centrale, interna di colore giallo che si chiama ciazio.La pianta ha la caratteristica di essere fotoperiodica, brevidiurna. Quando si accorciano le giornate, cioè, comincia la fioritura. La sua altezza, nei giardini, può variare da due a quattro metri. In commercio troviamo esemplari di dimensioni abbastanza ridotte, con le quali possiamo arredare le case. La pianta, dopo avere perso le foglie, si riposa. Lasciata in ambienti privi di luce artificiale, in primavera può essere potata e, fin dal mese di ottobre, stimolata alla crescita riportandola nell’appartamento e mantenendola in un ambiente poco luminoso e caldo, previa concimazione del terriccio con potassio e fosforo. L'irrigazione deve essere poco abbondante, soprattutto nel periodo della fioritura. La riproduzione avviene per talea nel periodo primaverile.
Nica

domenica

“Sua Maestà” la Regina d’Inghilterra sbarca sul Royal Channel di You Tube


Fa piacere sapere che la regina Elisabetta, che si mostra molto rigida e compassata, è appassionata di tecnologie avanzate e di canali che hanno visibilità su internet, tenuto conto che molte persone, molto più giovani , alzano le mani in segno di resa e di totale avversione al mezzo. Certo non sono mancati alla regina i consigli delle nipoti Beatrice ed Eugenia, che l’hanno iniziata al nuovo strumento di comunicazione, e dei bravi tecnici che l’accompagnano per meandri sconosciuti, ma il solo fatto che lei abbia voglia di servirsene, anche per fare gli auguri ai sudditi, è da apprezzare. Speriamo che You Tube non le riservi qualche sorpresa che possa turbare la sua “reale serenità”, magari scoprendo in rete qualche marachella dei suoi nipoti, William e Harry, che nel creare “incidenti” sono proprio ben addestrati. Comunque, sul Royal Channel, riservato su YouTube, si può già ascoltare un discorso natalizio della regina datato 1957 e, a breve, il suo 50esimo, per il Santo Natale 2007.
Nica
www.royal.gov.uk. www.youtube.com/theroyalchannel.

sabato

Nel 2010 ritorna l’ auto elettrica a marchio Pininfarina


Sembra proprio il 2010 l’anno giusto per lanciare sul mercato l’auto a zero emissioni, perché elettrica. Basterà, infatti, attaccare la spina ad una presa di corrente per fare “il pieno” e usufruire di autonomia fino a 250 chilometri. L’auto, che potrà raggiungere i 130 km orari, rappresenta un prodotto innovativo, frutto dell’esperienza congiunta dei tecnici del gruppo industriale francese Bolloré e della Pininfarina. Sarà una berlina, con quattro posti e godrà dei benefici di batterie Lithium Metal Polymere, sviluppate in 15 anni di ricerca della Bolloré, che consentiranno maggiore sicurezza, in caso di temperature superiori a 200 gradi centigradi.
Nica

Volete tornare bambini? Basta leggere poche righe…e la magia si compie


Oggi mentre ero in macchina ho ascoltato una bella poesia sul Natale di un poeta inglese di cui ho inteso bene solo il nome: John
Tornata a casa, ho fatto una ricerca sulle poesie di Natale e sui poeti inglesi ma, navigando, ho trovato questa poesia di Giovanni Pascoli. Mi sono fermata a rileggerla e col pensiero sono tornata indietro nel tempo, agli anni della mia fanciullezza, all’incanto di un’epoca in cui eravamo tutti più ingenui e, forse, anche più felici. Ho voluto proporvela perché ho provato belle emozioni. Mi auguro ne trasmetta anche a voi.

La Befana
Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda...tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda...ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda... tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti...
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila...
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.

Nica

venerdì

Shakespeare e l’eterno contrasto fra giustizia e ingiustizia. Quale la misura per giudicare gli uomini?


Nel dramma “Misura per misura” di William Shakespeare, sono tanti i temi dominanti. Primo fra tutti il contrasto tra la giustizia e l’ingiustizia e poi ancora il sesso e la corruzione che contaminano tutti gli uomini. Angelo, un fedele servitore del Duca di Vienna, si mostra integerrimo e severo applicatore della legge, ma una volta raggiunto il potere di vice- duca, che gli viene conferito dal Duca che, preoccupato per l’immoralità dei cittadini, preferisce farsi da parte e osservare quello che accade sotto le spoglie di un frate, trasgredisce anche lui dimentico delle virtù e del compito che gli è stato assegnato. E lo fa perché trascinato nelle spire del sesso, dell’amore trasgressivo, come Claudio, reo di avere fatto l’amore con una vergine. A Claudio il vice-duca vuole comminare la pena di morte a meno che Isabella, sorella del giovane, novizia destinata a prendere i voti, di cui si è innamorato, non gli si conceda. La misura del giudizio di Angelo appare del tutto iniqua, perché dovrebbe applicarla, in uguale misura, a sé stesso reo della medesima colpa. Sarà il buon Duca di Vienna, rientrato nelle sue vesti, a riportare ordine e giustizia nel ducato, perdonando e inducendo alla riflessione tutti.
I temi forti presenti nel lavoro, vengono delineati con leggerezza da 24 attori, in tournè in Italia, che si muovono con molta abilità, coadiuvati da scenografia e costumi eleganti che rendono vivacità e attualità ad ogni scena. Bravissimo Gabriele Lavia, regista e anche attore, nella duplice veste del Duca e del frate, assieme al figlio Lorenzo nella parte del labile e fragile Angelo. La dark comedy, che ha reso tre ore di puro godimento all’anima, ripropone temi assai moderni e coinvolgenti che Shakespeare ha sentito ben più di quattrocento anni fa.
Nica

giovedì

Paddy Power : il gusto della pubblicità che fa scandalo.


La nota casa di scommesse irlandese Paddy Power non finisce di stupire, o forse scandalizzare, con la sua pubblicità. Dopo avere rappresentato “L’ Ultima cena” di Leonardo come un tavolo di casinò, adesso attacca le donne presentando, in un manifesto, un uomo che allatta un bambino.
In Gran Bretagna non è stato celato l’ imbarazzo per l’immagine, a dir poco originale, che è stata “ammirata” sui bus di Dublino e sulla metropolitana di Londra. L’ intento manifestato con la frase “Dove sono finite le donne? era di contestare le donne che si impegnano in molte attività, ma trascurano quelle funzioni essenziali a loro demandate dalla stessa natura.
Per rendere il concetto ancora più chiaro, la casa ha pubblicato altri due poster. Uno rappresenta un travestito seminudo che mostra il cartello delle riprese su un ring, l’altro di un piatto, preparato da un uomo, che contiene un’accozzaglia di generi difficilmente proponibili insieme.
Per la decenza pubblica, comunque, la pubblicità è stata prontamente rimossa dai mezzi di trasporto.
Resta la loro memoria e la “fama” per i suoi ideatori.
Nica

martedì

Il fenomeno della Fata Morgana: tra scienza e leggenda


Il fenomeno della Fata Morgana si verifica nello stretto di Messina e nell’isola di Favignana ed è un prodigio ottico che si può osservare in particolari condizioni atmosferiche.
Chi guarda verso la Calabria vede la città di Messina come sospesa sulle acque dello stretto, viceversa chi dall’altra sponda guarda verso Messina, vede sospesa, per una illusione ottica, la città di Reggio.
Sul fenomeno, dovuto alla distribuzione dell’indice di rifrazione della luce del sole nell’aria, che si ripete ancora oggi nei giorni caldi e limpidi d’estate, è nata, fin dai tempi antichi, una leggenda che narra di una bella fanciulla chiamata Morgana che giunse in Sicilia più di mille anni fa a bordo di un vascello. Dopo avere lasciato il fratello Artù ai piedi del vulcano Etna, la fanciulla si stabilì nella striscia di terra fra l’Etna e la città di Messina dove i marinai avevano paura di transitare per le forti tempeste. Racconta la leggenda che, di tanto in tanto, Morgana esce dall’acqua con un cocchio tirato da sette cavalli e si diverte a buttare nell’acqua tre sassi e a tracciare segni nel cielo. Il mare, così, si gonfia e diventa un cristallo. Su esso, come per incanto, si riflettono immagini fantastiche di case, auto, uomini, palazzi, di una città irreale che si modifica e svanisce in brevissimo tempo. Il miraggio inganna i naviganti che credono di approdare nella città di Messina o di Reggio, mentre in realtà naufragano nelle braccia della bella Morgana.
Nica

lunedì

Il tema dell’eutanasia e del testamento biologico torna in prima pagina.


In occasione del Congresso della Societa' italiana di cardiologia (Sic), i medici presenti hanno lanciato un appello affinché il parlamento legiferi sul tema del testamento biologico, che si pone sempre con drammatica attualità. E’ stato anche reso noto un dato sul quale si dovrebbe riflettere: il 62 per cento dei medici attua già la desistenza terapeutica seguendo il principio della propria scienza e coscienza.
A parere del presidente SIC Francesco Fedele, i medici cardiologi sono lasciati soli di fronte ad una scelta da operare che dovrebbe rispettare la volontà del malato e la dignità di chi lo assiste e cura.
Non è stato sicuramente edificante sapere, però, che chi ha attuato la sospensione delle cure lo ha fatto in segreto e autonomia. Numerosi sono, infatti, gli interrogativi che sorgono. Intanto con riferimento alle leggi che ancora non sanciscono il principio, e poi , non ultimo, di ordine morale che appaiono i più importanti. La senatrice Paola Binetti , nell’ esprimere la sua incredulità per il dato che è stato evidenziato, ha aggiunto che il paese necessita di leggi che garantiscono l’assistenza all’ammalato, di leggi che difendono il diritto alla vita, fino all'ultimo momento, perché non esiste il diritto alla morte.
Io sto con la Binetti e non vorrei finire mai nelle mani di medici che in “scienza e coscienza” praticano l’eutanasia senza tenere in considerazione leggi, volontà e principi morali cui il paziente potrebbe tenere.
Nica

Due gattini D’Angora in Corea diventano fluorescenti.


Gli scienziati della Gyeongsang National University(Corea)e Sunchon National University, utilizzando una sequenza di DNA capace di produrre una proteina particolare, hanno modificato geneticamente due gattini, sopravvissuti alla clonazione dalle cellule della madre. La modifica è stata effettuata inserendo nelle cellule della pelle, un gene fluorescente. Illuminati da una luce ultravioletta, i gattini, di razza “Turkish Angora” emanano riflessi di colore rosso brillante.
Lo scienziato che ha diretto l’esperimento, prof. Kong Il-keun, assicura che la nuova tecnologia potrà servire per aiutare la ricerca sulle cellule staminali e per clonare alcune specie rare di animali.La possibilità di manipolare il Dna dei gatti consentirà di creare animali con malattie genetiche umane e contribuire, così, alla ricerca fornendo nuove conoscenze e cure.
Nica

domenica

Fatti e misfatti del 2007: cosa vi piace ricordare e cosa, secondo voi, è meglio dimenticare.


A fine anno, tra pochi giorni, i giornalisti, quelli veri, che dispongono di una bella testata e possiedono anche una laurea, sottoporranno ai lettori gli avvenimenti che hanno segnato il percorso di un anno, nel bene e nel male. Avvenimenti italiani, ma anche avvenimenti che hanno coinvolto il mondo intero. Una sorta di resa dei conti col passato, da archiviare, mentre siamo a due passi dal futuro che riempie di speranza i nostri cuori. Pur non avendo un ricordo preciso di tutti gli eventi che si sono succeduti nell’arco del 2007, sensi di abbandono e tristezza prevalgono in me, per un anno che non ha garantito sicurezza e benessere. Le conquiste della scienza e della tecnologia, della ricerca portata avanti da bravi studiosi che hanno fatto progressi inaspettati per sconfiggere le malattie genetiche, per esplorare il cervello e capire i suoi meccanismi, per debellare il male del secolo, sono alcuni dei punti luce di un viaggio durato 365 giorni.
Ma solo quelle conquiste possono bastare per ricordare con piacere l’anno che sta per chiudersi? Secondo voi a cosa ancora possiamo dire grazie e cosa sarebbe meglio dimenticare?
Nica

sabato

Per il caro prezzi proposta del Ministro Ferrero



Il ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, oggi a Napoli per la Giornata nazionale del servizio civile, ha espresso le sue idee in materia di prezzi. Secondo il ministro, sarebbe opportuno avviare una trattativa con le grandi catene di distribuzione per fissare i prezzi di alcuni generi di largo consumo, come il pane, per tutto il 2008, sulla scia del governo francese che alcuni anni fa, a seguito dell’impennata dell’euro, ha proposto come rimedio il ribasso dei prezzi. La necessità di difendere il potere d’acquisto del salario si coniuga, infatti, con la necessità di bloccare i prezzi che in cinque anni si sono raddoppiati. Il ministro ha anche assicurato il proprio impegno, in sede di verifica del Governo che avrà luogo in gennaio, per la riduzione del carico fiscale sui salari e sulle pensioni più basse.
Non ci resta che aspettare gennaio per valutare quanto il Governo sarà in grado di attuare per liberare dalla stretta economica milioni di famiglie, che prima arrivavano a stento alla quarta settimana, adesso già nella terza settimana si ritrovano in stato di indigenza.
Nica

giovedì

A parlare di Darfur oggi è stato l’attore George Clooney, qualche tempo fa ” Le Iene” in una intervista shock…


George Clooney, il noto attore, che vive per lunghi periodi in Italia, ha ricevuto, oggi, a Roma, il “Peace Summit Award 2007” per le iniziative umanitarie che ha posto in essere a favore dei cittadini residenti nella sfortunata regione del Sudan, devastata dalla guerra civile, che ha già fatto più di 300.000 vittime. Il sindaco Walter Veltroni ha sottolineato quanto sia importante che uomini della cultura e dello spettacolo si impegnino in prima persona in una causa così importante. Nel vedere ed ascoltare il servizio andato in onda su tutti i Tg nazionali, è sorto spontaneo il ricordo di un’intervista condotta, con molta ironia e sagacia, dai bravi giornalisti del programma “ Le Iene”. Rivolgendo a una moltitudine di politici, persone deputate a governare e operare scelte di politica interna ed estera, la domanda, più o meno nei termini, “ Lei sa cosa è il Darfur?” hanno ricevuto risposte da fare accapponare la pelle. Qualcuno ha pensato persino che il Darfur potesse essere un pasto da consumare in fretta. Lì per lì ci siamo fatti quattro risate, anche se da ridere c’era poco. Che dire? Le donne di mezza età che vanno a fare la spesa, le persone comuni, forse, hanno conoscenze più approfondite di tanti cari, simpatici parlamentari che ostentano con disinvoltura la loro ignoranza, tanto la poltrona, ormai, se la sono assicurata e, fra qualche anno, anche una generosa pensione.
Nica

Bravo, bravissimo Benigni nel recitare Dante, ma vi ricordate il grande Vittorio Gassman?


Abbiamo già elogiato l’arte di Benigni, rendendogli merito per avere riportato all’attenzione l’opera ineguagliabile di Dante Alighieri, per avere saputo cogliere e trasmettere nuove emozioni, per avere offerto, dei versi di Dante, una lettura nuova, profonda e vivace nello stesso tempo, ma non possiamo non ricordare un grande del teatro italiano, che dell’opera di Dante è stato un magistrale interprete. Parlo di Vittorio Gassman, il mito dei miei anni giovanili.
L’ho rivisto proprio stamattina, in una trasmissione televisiva che ha avuto come tema la Divina Commedia che viene rappresentata in teatro. Nel contesto della trasmissione hanno fatto rivedere alcuni dei grandi del teatro che hanno recitato Dante. Gassman, tra loro, si ergeva come un colosso, un mostro di bravura. Risentire l’intensità della sua voce, rivedere il fuoco che sprigionava dai suoi occhi, ascoltare la sua lettura di Dante, mi ha regalato emozioni molto forti.
Mi sono fermata per alcuni minuti e ho fissato i suoi occhi, per non perdermi neanche un barlume della drammaticità, della forza dei sentimenti che il grande mattatore sapeva esprimere, attraversando con ingegno il poema di Dante.
Nica

martedì

Veltroni - Berlusconi : un asse che scontenta molti.


Alle considerazioni di Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini, Umberto Bossi, per la presunta alleanza fra Veltroni e Berlusconi, fanno seguito, oggi, quelle del Ministro della Giustizia Clemente Mastella, il quale dichiara, secondo quanto riportato dai giornali, di non volere più partecipare alle riunioni del Consiglio dei Ministri perché non si sente alleato di un Governo che, pare, non soddisfi le sue aspettative. Il dialogo che si è aperto tra Walter Veltroni e il leader dell’opposizione Silvio Berlusconi, scontenta il ministro il quale assicura che mai in 30 anni era successo quanto oggi si sta verificando: Un confronto privilegiato con l’opposizione e una campagna finalizzata a oscurarlo, considerato che la nuova legge elettorale darebbe visibilità ai due partiti maggiori, a discapito di quelli più piccoli.
Nica

Finalmente una boccata di ossigeno: Fiorello torna in tv!


La notizia che Fiorello torna in tv non può che essere accolta con piacere. Innanzitutto perché lo showman possiede doti di elevata professionalità e poi ancora perché non è mai volgare, fa ridere in modo spensierato e, non ultimo, è un bravo ragazzo.
E’ un anchorman, che supera brillantemente il paragone con tanti colleghi presentatori e uomini di spettacolo che nei loro programmi somministrano, a tutte le ore, gossip, risse, nudità volgarmente esibite, banalità, programmi, insomma, che ci mostrano un volto della vita, per alcuni versi, falso e tendenzioso. La notizia del suo ritorno, dopo alcuni anni che lo hanno visto mattatore instancabile sulla Rai, è stata data dal direttore di Rai Uno Fabrizio Del Noce e da Bibi Ballandi. Fiorello si cimenterà in un programma che rappresenta una novità editoriale, sperimentata per la prima volta che partirà il 9 gennaio, subito dopo il Tg 1 delle ore 20, e proseguirà per 9 puntate. Una boccata di ossigeno assicurata. Auguri Fiorello!
Nica

“Tempo di Natale” solo tempo di regali ?


Ormai siamo davvero immersi nell’atmosfera che la festività del Natale ci regala. Nei market, dove c’è di tutto un po’, non si trovano più addobbi natalizi. Sfere multicolori e nastri scintillanti sono spariti, perché, da tempo, questi gadget si sono trasferiti nelle nostre case. Negli scaffali, semivuoti, solo pastorelli, angeli, capanne destinate alla Sacra Famiglia che, teneramente unita e sorridente, rimane in attesa di accoglienza e di miglior fortuna.
Il rito del consumismo si sta concludendo, come spesso accade, nel segno di una visione superficiale e frettolosa che non conosce tregua.
Resta ancora la corsa ai regali. I più “avveduti” ci hanno pensato già qualche mese fa, per evitarsi lo stress dell’ultimo minuto, ma tante, tantissime persone, ancora giriamo per negozi affollati, presi da un impulso irrefrenabile, per comprare i regali di Natale che arricchiscono , per un giorno, le case, salvo poi finire in cantina, quando la stravaganza induce a scegliere oggetti inutili o di cattivo gusto.
Alla funzione compulsiva dell’acquisto dei regali, seguirà quella degli auguri, scambiati con tutto l’universo che ci circonda nel nostro vivere quotidiano. Cosa costa essere ( mostrarsi?) buoni per un solo giorno ?
Il difficile viene dopo, quando ciascuno di noi ritornando alla routine quotidiana dimenticherà il messaggio di pace e di amore che reca in sé il Natale e avrà paura di guardare l’altro, mostrerà indifferenza verso i drogati,i poveri, gli exstracomunitari, i disabili, gli anziani, perché il rito della festa si è ormai consumato.
Nica

lunedì

Un pensiero per il piccolo Tommaso Onofri


E’ cominciato a Parma il processo a carico degli imputati dell’omicidio del piccolo Tommaso Onofri. I bellissimi occhi azzurri di quel bambino sfortunato, se mai ce ne fossimo dimenticati, li ritroviamo su molti giornali e non possiamo esimerci dal provare, ancora una volta, sentimenti di dolore e tristezza per quanto è accaduto. A lui va un pensiero affettuoso con la speranza che il seme della bontà germogli per rendere ragione e cuore agli uomini. Ai suoi genitori, che devono sopportare il martirio di un processo e rivivere, in seno ad esso, la loro tragica storia, la benevolenza e la comprensione di tutta la comunità civile
Nica

sabato

Chi si ricorda il primo computer chiamato “Commodore 64” ? Negli anni dal 1982 al 1993 si vendettero ben 17 milioni di modelli


A dire il vero, io, per prima, ne ho un ricordo vago. E non perché sono giovanissima, tutt’altro, ma semplicemente perché, ai tempi, non ero interessata, né tanto meno appassionata, al mondo della tecnologia. Però il nome mi suona amico. Magari per effetto della pubblicità che mi sarà rimasta impressa nella memoria.
Sto parlando del Commodore 64, il primo computer al mondo, con appena 64 kilobyes di memoria che i ragazzi degli anni ottanta usarono per primi. Certo il compleanno meritava una menzione, vista l’età raggiunta dell’illustre antenato dei moderni e sofisticati pc. A fargli addirittura la festa, ci ha pensato Andrea Wallstrom, svedese , che ha creato un sito per la sua commemorazione, dove si ritrovano i vecchi modelli e i giochi che ipnotizzavano i ragazzi dell’epoca, che ormai avranno riposto in soffitta quella meravigliosa scatola magica che li ha fatti sognare. La semplicità di utilizzo e di distribuzione ne fecero allora uno strumento diffusissimo e apprezzato per le nuove potenzialità che offriva e il basso costo.



I ricordi incredibili di una intera generazione legati alla macchina, hanno spinto molti a scrivere delle biografie, a creare siti e club, a indire manifestazioni ufficiali per il Guinness del primato raggiunto che ricadrà lunedì prossimo, 10 dicembre.

Nica

giovedì

Berlusconi superstar: adesso anche la Yespica dice la sua


Non passa un giorno senza che il nome di Silvio Berlusconi non venga alla ribalta. Ci sono i suoi sostenitori e anche i detrattori che ne parlano, e c’è la satira, che predilige l’ex Presidente del Consiglio per lanciare i suoi strali. Di Berlusconi, che presiede convegni, rilascia interviste, fa spuntare i gazebo nelle piazze, fa esaltare i suoi seguaci, mette in moto una girandola di tesi e ipotesi per scompaginare l’opposizione, confondere, salvo poi informare che il suo dire era diverso da come era stato interpretato, abbiamo fatto il pieno. Politica e antipolitica convivono in uno con l’ex premier che usa un linguaggio accattivante e trascina per la scioltezza del linguaggio, lo stile ironico e giocherellone. Sempre condito da sorrisi rassicuranti.
Come se non bastasse tanta onorevole visibilità, interviene ora una donna, amata dagli italiani per il suo fisico strepitoso, per l’armonia delle sue forme, per donargli ulteriore fama. Sto parlando della showgirl Aida Yespica, già naufraga in quell’isola dei famosi che ne accrebbe la fama. Ad un giornalista che le ha chiesto con chi sceglierebbe di passare una notte tra Berlusconi e Prodi , senza porre tempo in mezzo, senza esitare pare abbia risposto: “Mille notti con Berlusconi e una con Prodi”.
Che dire? La risposta ci fa sorridere. Certo con Berlusconi, che mostra un carattere simpatico ed esuberante, non si annoierebbe, fra una barzelletta e una bella canzone che forse le dedicherebbe, ma mille notti, ai non addetti ai lavori, sembrano davvero troppe, così come una sola notte con Prodi appare penalizzante. Il Presidente del Consiglio, che si mostra piuttosto silenzioso e schivo, non avrebbe nemmeno il tempo di fare conoscere alla “famosa” Aida, che nulla ha da spartire con l’eroina di Giuseppe Verdi, la sua cultura e le qualità che sicuramente possiede, ma che potrebbero non emergere di primo acchito. E va bene… pazienza! Meglio sorridere a queste pseudo notizie piuttosto che venire a conoscenza di conflitti istituzionali che infiammano la politica italiana o di stragi e omicidi che ci trascinano sempre di più nella depressione.

Nica

mercoledì

Scovata una polveriera a Roma nella cantina di una palazzina. Sarebbe bastata una scintilla per provocare una tragedia


La guardia di Finanza, del gruppo di Fiumicino, ha condotto a termine un’operazione che ha permesso di trovare ben sei tonnellate di razzi, botti illegali e fuochi d’ artificio, custoditi in attesa di essere smerciati, in un ampio magazzino sottostante ad una palazzina di Ponte di Nona sulla Prenestina.
Il materiale esplosivo, importato clandestinamente da tre cittadini cinesi, che ha messo a rischio gli abitanti di un’intera zona di Roma, avrebbe reso un ricavo di circa 3 milioni di euro. Da sottolineare il lavoro delicato e difficile condotto dalle fiamme gialle che hanno individuato l’attività illegale con pedinamenti e appostamenti, durati parecchi giorni. Gli ignari abitanti dell’immobile possono tirare un sospiro di sollievo grazie all’intervento della speciale forza di polizia, coordinata dal comandante colonnello Giuseppe Zafarana.

Nica

martedì

Il caso del giudice Forleo mi inquieta. Dove sta di casa la verità? Non so voi come giudicate quanto sta accadendo…


E’ di qualche ora fa la notizia che la prima commissione del Csm, per ristabilire la serenità negli uffici giudiziari di Milano, ha avviato la procedura di trasferimento per Clementina Forleo.
Le dichiarazioni che il giudice ha reso pubblicamente nella trasmissione “ Annozero”, su presunte intimidazioni ricevute, durante la sua indagine sulle scalate bancarie, pare siano state giudicate eccessive e forzate. Giorno 18 dicembre, così, la Forleo dovrà rispondere alle contestazioni che le sono state mosse, assistita da un avvocato.
Episodi come questo non possono non turbare tutti noi.
La Forleo è apparsa sincera e sofferente quando ha portato a conoscenza una situazione che, a suo dire, non le consentiva di operare con serenità e libertà.
Il Csm, oggi, ci informa su un’altra verità. Niente presunto complotto. “Sono cattivi magistrati… e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi, altrimenti sono figure negative” viene ribadito.
Vorremmo,anzi vogliamo, con tutto il cuore, stare dalla parte dei giudici di Milano, del Csm, dei politici per avere certezza, che non esistono condizionamenti in Italia che possano fuorviare il percorso della legge che deve essere uguale per tutti.

Nica

domenica

I BAMBINI DEI CINESI

Li avevo visti sempre da lontano i bambini dei cinesi, nei lunghi cortometraggi, in braccio alle loro madri, con i capelli neri e gli occhi piccoli , che a me sembravano tristi.
Quando mi capitò di vederne uno da vicino, non mi persi l’occasione di osservarlo attentamente.
Facevo la fila , un giorno, dietro lo sportello di un ufficio postale e sostavo subito dopo una cinesina, dell’apparente età di 25 anni. La donna teneva in mano una cartolina ed in braccio un bambino in tenera età.
Il piccino dava segni di insofferenza, per la lunga attesa. La madre, per calmarlo, cominciò a parlargli nella sua lingua emettendo suoni davvero strani.
Intercalava il suo parlare con sguardi severi che, in breve, peggiorarono la situazione.
Il bimbo , infatti, intimorito, cominciò a piagnucolare.
Nell’attesa del mio turno, seguì con curiosità la sua reazione, cercai di scrutare, senza farmi notare, le emozioni che si alternavano in quegli occhietti neri.
Ne avevano i bambini dei cinesi?
Tutti così seri, così uguali!
Il bimbo, vedendosi sbirciato, appoggiò la testa sulla spalla della madre, come per nascondersi.
Mi venne spontaneo sussurrargli con un sorriso: “Piccolino!”
Non dimenticherò mai la sua espressione.
Mi puntò in viso, di colpo, i suoi occhi neri. Esprimevano immenso stupore.
Non si rendeva conto, certamente, di chi io fossi, attaccata alla fila , proprio dietro lui. E soprattutto cosa volessi.
Cominciò così lui ad osservare me, mantenendo un sorriso dolce e timoroso, come di chi, per non subire eventuali conseguenze, si mostra , ad arte, ubbidiente e buono.
Mi venne voglia di prenderlo in braccio, di stringerlo, per fargli capire che gli ero amica.
Ma non mi spostai di un millimetro dal mio posto.
Accennai, imbarazzata, un sorriso e abbassai lo sguardo. Feci, senza rendermene conto, una smorfia con la bocca, di quelle che fanno i clown, che mi rese assai buffa ai suoi occhi. Lo capì dalla risata aperta di quel cinesino che cominciò a guardarmi con più fiducia, che cominciò a scherzare con me dando vita ad una simpatica schermaglia che suscitò la simpatia dei presenti.
Fu così che io capì una cosa molto importante.
Capì che i bambini dei cinesi sono uguali a tutti i bambini del mondo. Che come loro hanno bisogno solo di coccole e amore.
Capì che la differenza che li divideva stava solo in quegli occhietti neri, a mandorla, che a me apparivano tristi.
Nica

sabato

NEL TURBINIO DI NOTIZIE CHE RIGUARDANO LE DONNE… UNA FA TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO…

Un sospiro di sollievo e una speranza per una notizia che e’ stata diffusa dalla Bbc. I ricercatori della Stantford School of Medicine della California, hanno isolato la proteina NF-Kappa-b, responsabile dell’invecchiamento della pelle, che interviene in tutti i geni che provocano la perdita di spessore della pelle e, di conseguenza, il suo avvizzimento. La ricerca è stata condotta per due anni sui topi e si dovrà aspettare ancora per conoscere gli effetti della sperimentazione sull’uomo. Il logorio e lo stress, quindi, passano in secondo ordine , rispetto alle modificazioni genetiche che starebbero alla base delle mutazioni della pelle. Limitando la presenza di NF-Kappa-b, la pelle mantiene il suo spessore, sinonimo di giovinezza. Anche se la scoperta potrà trovare applicazione nella cosmesi, Howard Chang, responsabile dello studio, informa che la ricerca è finalizzata alla rigenerazione di tessuti lesi da ferite o compromessi da interventi chirurgici, specialmente nelle persone avanti con gli anni.Memori dell’esperienza maturata dal signor Dorian Gray, creatura tragica creata da Oscar Wilde, gli studiosi hanno creato il suo…diciamo discendente, un piccolo topo transgenico che è ringiovanito grazie al trattamento operato su di lui. La notizia, che fa parte di quelle che fanno sorridere e’, comunque, interessante e va seguita con attenzione, anche se le donne dovranno fare leva sulla pazienza ancora per un po’ e accontentarsi, se vogliono giocare a fare le eterne ragazzine, dei vecchi rimedi della nonna che sono economici e genuini… salvo poi "profumare" di tuorlo d’uovo e olio d’oliva…
Nica

venerdì

Un nuovo ceppo del virus Ebola miete vittime nel Congo.


Si torna a parlare di Ebola, un virus scoperto nel 1976 di cui si conoscono quattro ceppi. Come è noto, il virus si presenta come una normale influenza che però provoca forti emorragie e dà luogo a vere e proprie epidemie superando la soglia del 70 per cento dei decessi, essendo tre di questi ceppi letali. La malattia, che ha un’incubazione variabile da 5 a più di 20 giorni, colpisce organi vitali come reni , fegato, bronchi, stomaco, e provoca anche eruzioni cutanee, dolori addominali e vomiti. Il virus infetta attraverso il sangue, i rapporti sessuali , e secrezioni varie, ma non si trasmette per vie aeree.
Un nuovo ceppo è stato scoperto in Uganda dove sta mietendo numerose vittime ed ha già infettato più di 51 persone. La malattia si è diffusa a Bundibugyo ed è riconducibile ad un ceppo sconosciuto, che si è manifestato con altre modalità rispetto a quelle già conosciute.
Nica

Avrei voluto abbracciare Benigni…



Una serata speciale ieri sera su rai uno. Tutti, credo tutti, siamo stati incollati davanti allo schermo per riascoltare il canto V dell’Inferno di Dante, che attraverso la deliziosa interpretazione del poeta Benigni, è tornato a risvegliare la nostra sensibilità, la parte migliore della nostra essenza di uomini.
Da sempre innamorata di Benigni, della sua comicità prorompente e semplice, ieri ho sentito la voglia di abbracciarlo per un miracolo che sta operando, facendo assaporare ai giovani e meno giovani i versi straordinari di Dante Alighieri, forse a lungo dimenticato. Una Lectio Magistralis quella di ieri di cui avevamo , in altre occasioni, assaporato piccole parti. E’ stato esaltante immergersi in un mondo molto lontano da quello in cui viviamo, che nello stesso tempo appare attuale per i sentimenti che sconvolgono le anime. Un mondo segnato da forti passioni, dall’amore che unisce, dall’ira distruttiva, dalla sofferenza accettata con rassegnazione, dalla fragilità dell’uomo di fronte al dolore di due anime peccatrici, ma degne di rispetto. Quando il sipario si è chiuso mi sono chiesta:
Perché non si propone il Professore Benigni in tutte le scuole per presentare Dante ? Perché non farlo in modo sistematico, continuo in tutte le scuole per fare rinascere nei giovani interessi che nulla hanno a che spartire con la droga e il disinteresse per quanto li circonda?
In quanti saprebbero resistere al fascino dell’attore che, oltre a spiegare Dante, spiega il Vangelo e la vita in modo così attraente e coinvolgente?
Nica

giovedì

VIRUS HIV : mutazioni nel tempo

Se ne è parlato tanto, ma da un po’ se ne discute in sordina, come se il virus avesse perso la sua infettività, la sua capacità di mietere sempre più vittime. In poco più di 14 anni, gli ammalati sono stati quasi 58000 e più della metà di questi sono deceduti. L’infezione da HIV, pur conoscendo fasi alterne, non concede tregua. Essa ha visto un picco nell’anno 1987 e da allora la diffusione è apparsa costante nella maggior parte delle regioni, tranne in alcune aree dove ha avuto una maggiore virulenza.
Anche se è aumentata la conoscenza dei metodi di protezione e cura dell’infezione, si sono notate alcune variazioni dell’epidemia che colpisce in numero sempre maggiore le donne e le persone di età più adulta. Sono cambiate, negli anni, anche le categorie dei trasmettitori che prima ( anni 1985 e seguenti ) erano quasi esclusivamente i tossicodipendenti (per il 74,5 per cento dei casi) per rapporti omosessuali ed eterosessuali non protetti e scambio di siringhe infette. Oggi la trasmissione del virus avviene, nella maggior parte dei casi, attraverso i rapporti eterosessuali. Il fenomeno sta assumendo dimensioni allarmanti a livello nazionale dove si verificano 4000 casi nuovi ogni anno di Aids conclamato e circa 130.000 casi di persone sieropositive. Secondo la ricerca una persona ogni due ore viene infettata e una su due non sa di essere sieropositiva. Anche la presenza di molti cittadini stranieri incide sull’indice in aumento di nuovi casi di infezione.
Purtroppo l’HIV rappresenta ancora un malattia pericolosa, anche se la ricerca ha fatto grandi progressi. Le cure complesse e lunghe riescono ad offrire un percorso di vita più dignitoso, ma non danno la guarigione.
Le armi più importante , quindi, rimangono la prevenzione e la prudenza.
Nica

martedì

Le Chat : tra consensi e pregiudizi


Sono in molti a demonizzare internet e a storcere il naso quando sentono parlare di chat, che di internet rappresentano una piccola rivoluzione.
Questo nome straniero, fino a pochi anni fa sconosciuto, ormai è familiare , ma sono molte le persone che nutrono verso le chat molti pregiudizi, in alcuni casi non a torto. Chi possiede un computer, quasi certamente, ha fatto una capatina in una stanza virtuale, anche per semplice curiosità. Fare questa esperienza, infatti, non è difficile.
Scrivendo la fatidica parola su un motore di ricerca, viene fuori una marea di siti, anzi uno tsunami che travolge: Chat per tutti i gusti, con tipologie diversificate per esaudire, diciamo, anche palati raffinati. Cliccando su uno dei link, inizia una sorta di viaggio fra nickname sconosciuti che, forti dell’anonimato, rivelano il loro modo di essere, pregi e difetti, diventando, in breve, amici, seppure virtuali o, nel caso di incaute ricerche, pericoli che incombono per sollecitare dinamismi a cui i più deboli soccombono.
Ma nel marasma, se si ha fiuto, si trovano anche piacevoli sorprese, persone e siti frequentabili, di cui col tempo non si riesce più a fare a meno. Una chat molto conosciuta, frequentata da anziani, rappresenta un esempio di come si possa godere di reciproca compagnia, stando insieme piacevolmente e sentendosi graditi.
Di questa chat, però, non vorrei offrire un’immagine mielosa e stantia, perchè questo carattere proprio non le appartiene.
Gli anziani che si ritrovano in quel salotto virtuale, a tutte le ore del giorno e della notte, sono lì non per raccontarsi la giornata appena trascorsa in solitudine , o per parlare di malanni , o di nipotini da accudire, o per piangersi addosso, ma piuttosto per parlare di tutto ciò che rispecchia la vita. E lo fanno in modo grintoso, intelligente, simpatico, qualche volta anche tracotante ( “semel in anno licet insanire”), dimostrando una conoscenza dei temi di attualità, cultura, scienze ed altro da fare impallidire i partecipanti a tanti famosi salotti che imperversano in tv. E se ci sono serate che si svolgono all’insegna della cortesia e dell’amicizia o della fine ironia, ce ne sono altre in cui i toni si accendono al punto da costringere i moderatori, tra questi un equilibrato angelo custode, sempre presente e vigile, a bannare gli “orlandini furiosi” del momento, salvo poi, calmati i bollenti spiriti, a reinserirli nel gruppo. Se la chat fosse frequentata solo da persone atteggiate e del tutto assennate e rassegnate alla vecchiaia, forse non mi piacerebbe più di tanto, mi trasmetterebbe sensi di malinconia. A parte isolati casi di intemperanze verbali, devo dire che la chat di anziani è molto gradevole e si regge sulla vitalità di indomiti over 50 ( anche molto over), alcuni ancora impegnati in attività produttive, di ricerca e hobbystiche che esprimono idee su argomenti che dalla politica ( forum bollente ) spazia all’umorismo ( forum altrettanto bollente), ai sentimenti, alla cucina, ai rimedi naturali, mantenendo personali ideologie, diversi caratteri e modalità di approccio.
Forse il suo successo sta proprio nel dinamismo, che fa di queste persone un gruppo giovane, instancabile, ricco di tanta fantasia e di un pizzico di … saggezza.

Nica

p.s.
- Il sito, elegante e moderno, offre anche consulenze, giochi, un forum ( divertente e…impertinente) e tante informazioni utili per tutti.
- il termine “ bannare” io l’ho scoperto da poco…cercatelo se volete conoscere il suo significato…c’è sempre da imparare.

lunedì

Senti chi parla : "Mi chiamo Roger e sono un cane"



Mi chiamo Roger e sono un cane, così almeno dicono gli esperti. Il nome mi è stato imposto alla nascita, ma mi è andata bene, perché è carino e anche famoso in tv, in un programma americano che chiamano "fiction". I miei genitori, di razza chihuahua,
che mi hanno messo al mondo, non faccio per vantarmi, sono, ( erano?... ne ho perso le tracce da qualche tempo) esemplari importanti: Kelly del Pasador e Uran dei Guappi. Capirete che ne ho abbastanza per sentirmi una personalità di spicco nel mondo degli animali. Ma ho altri genitori, diciamo adottivi, appartenenti al genere umano, dai quali credetemi, io sono amato e vezzeggiato come un vero figlio. Il mio papà, che non voleva saperne di adozione e i primi tempi mi sgridava, adesso dipende quasi da me e mi cerca e mi custodisce ed è geloso persino se lo trascuro per la mamma e gli altri componenti della famiglia che per me stravedono. Come io, beninteso, stravedo per loro. E, per questo, soffro maledettamente quando vanno fuori per fare shopping, o a trovare gli amici, o all’università. Solo come un “cane”, ad aspettare dietro la porta, in attesa di sentire il rumore della macchina, o il rumore dell’ascensore non è bello. Mi passa persino la fame, mi vengono attacchi di panico, di paura, immotivata, che non tornino più da me. L’attesa però, credetemi, è ricompensata da una gioia grande quanto un osso di elefante, al loro rientro.
La mamma, per togliersi i sensi di colpa, non la smette più di farmi le coccole e di dirmi “ bello…gigiolino…vieni che ti prendo in braccio!” E come lei i miei “ fratellini”.
Quasi mi fanno stancare a girare loro intorno, a dimenare senza tregua la mia minuscola coda, a saltare sulle zampe, che si fanno sempre più esili. Eh sì, carissimi.
C’è una cosa che non vi ho detto, per non farvi addolorare: sono un cane e fortunato per giunta, ma sono vecchietto, perché ho più di 100 anni e nessuno può sapere quanti giorni felici il buon Dio regalerà a me e ai miei cari che sperano siano ancora tanti, ma così tanti da raggiungere insieme un altro mondo che ci sorride ancora da lontano. Scusatemi ora se vi lascio, ma la mamma insiste per portarmi dal dottore per una tosse che mi sta dando un po’ di fastidio, ci sentiremo, comunque... a presto…

Roger (by Nica)

sabato

Siete bassi? Colpa del gene Hmga2- lettera T


Analizzando il DNA di moltissime persone, alcuni studiosi hanno scoperto che responsabile della statura dell’uomo è il gene Hmga2 e che sono le diverse tipologie del gene a dare luogo alle diverse stature.
I ricercatori dell’Università di Oxford, in collaborazione con la Medical school di Exeter e il Massachusetts Institute of technology, leggendo la mappa dei geni, hanno rilevato che alcune lettere biochimiche si ripetono, mentre altre ricorrono, nei codici, rispettivamente, delle persone alte o basse.
La differenza sta nella sequenza delle lettere: C per le persone alte e T per quelle basse.

A saperlo prima... io di T ne ho una pure nel cognome!

Nica

"Il sorriso di Daphne" una commedia intelligente e dolorosa



Non capita spesso di assistere a commedie raffinate e coinvolgenti come quella scritta e recitata da bravissimo Vittorio Franceschi. Pur non avendo nulla da dividere con i critici, e teatrali per giunta, non posso fare a meno di fare partecipi, quanti leggono il mio blog, di questo lavoro che eccelle nel panorama italiano. Il tema trattato è quello dell’eutanasia, un dramma attuale e struggente, a cui l’autore si accosta con coraggio, usando toni delicati. Ironia, sarcasmo, ansia, umorismo, usati con leggerezza, sono i sentimenti che dominano la commedia che ci conduce per mano e ci fa scoprire la vita del professore Vanni, un botanico cinico e intelligente, che vive su una sedia a rotelle e non vuole più combattere contro una malattia che lo sta distruggendo. Di fronte a un destino che lo priverebbe della dignità di uomo, Vanni porta avanti una pacata rivolta e chiede ad una studentessa, già innamorata di lui, di cogliere una goccia di veleno racchiuso all’apice della foglia di una pianta esotica, Daphne, che lui aveva portato dal Borneo, per fargli dono di una morte rapida e dolce. Il ritmo delle battute, i battibecchi divertenti e graffianti con la sorella, i lunghi, intensi dialoghi con la studentessa e il silenzio calato nella platea per tutta la durata della rappresentazione, prima dello scroscio degli applausi, hanno decretato il successo di una commedia tragica su cui meditare.

Nica

mercoledì

Siete spendaccioni?...no problem...la colpa è dei geni


Ma quanto dobbiamo a questi benedetti geni?
Tutte le cattive abitudini degli uomini e, in maggior misura, delle donne, pare dipendano dai geni. Un gruppo di ricercatori americani e svedesi hanno studiato il comportamento di coppie di gemelli monozigoti ed eterozigoti, in materia di uso del denaro ed hanno scoperto che se si hanno le mani bucate, se si sente l’impulso di spendere, la questione è riconducibile ad un carattere acquisito fin dalla nascita, scritto nel DNA.
Il “ vizietto” dipende dai geni che incidono sul comportamento spendaccione per il 40 per cento. Scelte economiche quindi pilotate. I signori mariti dovranno, dunque, rassegnarsi a non recriminare, oppure a foraggiare la ricerca perché si trovi un antidoto, visti i tempi di magra che stiamo vivendo. Nel frattempo le donne hanno un’arma in più per zittire il partner, visto che la colpa, poverine, non è loro!

Nica

A chi interessa conoscere la verità sull’Eros… nazionale?



Eros Ramazzotti si confessa. E ne ha tante cose da dire sul suo privato. Su ciò che turba il suo privato: Nozze in frantumi, amori, droga, sesso.
Le rivelazioni sono piuttosto uno sfogo dell’artista che mette a nudo il suo animo, che mostra la sua fragilità di fronte a chi vuole a tutti i costi farne un uomo che si concede alla cocaina e al sesso.

Lui si dichiara tranquillo e sereno e, inoltre, dice di essere timido, chiuso, in cerca della persona giusta, dell’innamoramento vero, di non sentirsi a suo agio nel gestire e instaurare un rapporto a due, di non avere mai fatto uso di droga. Dichiara, infine, di essere molto diverso da come lo raccontano e, per questo, di essere assai dispiaciuto e irritato. L’intervista non può evitarci di riflettere.
Perché i signori del gossip non allentano la morsa della curiosità su un artista così bravo e concedono all’uomo la serenità a cui ha diritto, anche se personaggio pubblico?
Nica

lunedì

Turismo di lusso: In Florida il Jules' Undersea Lodge


Il “Jules’ Undersea Lodge” è un locale in Florida che sorge in fondo ad una laguna tropicale, ed offre a facoltosi clienti la possibilità di trascorrere un week- end, davvero particolare, a decine di metri di profondità, in “ compagnia” di pesci e barracuda. Fra i clienti più sofisticati e famosi, o forse solo ricchi, troviamo il premier canadese Pierre Trudeau e la rockstar Steve Tyler degli Aerosmith. Sono stati ospiti del cottage, costruito in acciaio e plexiglas, anche i signori David R. Thompson e Luanna Betz Thompson che, addirittura, lì hanno celebrato le loro nozze . Il locale, ampio 180 mq, offre due camere da letto matrimoniali, uno spazio comune attrezzato con stereo, dvd e quanto altro possa rendere gradevole il soggiorno. I prezzi variano, in proporzione alla tipologia del soggiorno scelto e al tempo di permanenza, da dollari 125 per una sbirciata di sole tre ore con colazione “ al volo”, a 1195 dollari pro-capite per matrimoni e lune di miele.
Il video, su You Tube, mostra la struttura raggiungibile… solo con pinne, maschere e autorespiratore. Molti gruppi di imprenditori, di fronte al nuovo business, non si sono tirati indietro. Esistono già, infatti, strutture simili, in giro per gli abissi, e circolano notizie di città sommerse che dovranno sorgere a Dubai e in Cina, con suite da sogno, ristoranti, discoteche e musei sommersi.
Se i prezzi scendessero, quasi quasi, festeggerei lì le mie nozze d’oro!
Nica

p.s dimenticavo… non so nuotare…ma quanto sono sfortunata!

venerdì

Quando la vita umana vale meno di uno zero: Orrore in Canada



Impossibile resistere al dolore, alla paura, che prende nel vedere un video shock che circola su internet. Riporta un episodio di follia di cui è stato vittima Robert Dziekanski, 40 anni, polacco, immigrato. L’uomo era in attesa della madre, da più di 10 ore, presso l’aeroporto di Vancouver, dopo avere effettuato il suo primo volo. Lo stress dell’attesa, la difficoltà di chiedere informazioni per la lingua sconosciuta, avevano determinato in lui uno stato di crescente nervosismo. Scambiato per un soggetto pericoloso, a lui si sono presentati agenti per un controllo che, però, è sfociato in un crimine. Di fronte all’uomo, che si mostrava agitato, la polizia canadese non ha perso tempo per porre in essere un insano gesto: usare un’arma che si è rivelata micidiale. Il taser, infatti, arma di difesa in dotazione alla polizia, provoca scariche da 50milavolt, che uccidono in pochi secondi.
Le immagini scioccanti mostrano nel video un uomo che urla, trema, rovina in terra e muore.

Nica

Accade anche questo nel mondo: Donna violentata e condannata

E’ successo vicino a Riad, in Arabia Saudita, dove vige la legge della Shariya. Una donna, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni, già condannata a 90 colpi di frusta, si è vista aggravare la pena in appello a 200 frustate e sei mesi di carcere. Le è stata riconosciuta, dal tribunale di Al-Oatif, il reato grave di essersi appartata con un uomo e di essersi fatta trovare, in tale situazione, da sei stupratori che, armati di coltelli, le hanno usato violenza ripetutamente, riprendendo col telefonino le immagini che hanno minacciato di rendere pubbliche, se avesse parlato.
Gli uomini, per le attenuanti, hanno potuto evitare la pena capitale e se la sono cavata con pene più lievi, varianti da due a nove anni.
Il suo avvocato Abdelrahmane al-Lahem, che si batte per i diritti civili dell’uomo, aveva contestato il primo verdetto, ma ha ottenuto l’esito finale della sospensione dalla professione e l’aggravio della pena per la donna.
In tutta la vicenda si rileva un segnale positivo: il fidanzato è rimasto al fianco della donna a difenderla.

Nica

mercoledì

Il fascino delle antiche leggende messinesi : Colapesce


Molte leggende, tramandate da padre in figlio, prendono lo spunto, a volte, da avvenimenti remoti realmente accaduti, altre volte, invece, sono frutto solo della fervida fantasia popolare. In entrambi i casi, però, i racconti vengono colorati e arricchiti di particolari esagerati, ingigantiti, fantastici, che conferiscono alla storia un fascino particolare.
La città di Messina ha una grande quantità di leggende davvero straordinarie, a cominciare da quella che narra di un uomo che era metà uomo e metà pesce.
Colapesce era il suo nome. Egli era figlio di un pescatore e divenne presto famoso per le imprese straordinarie che era capace di compiere in fondo al mare, che era il suo regno. Lì egli viveva molta parte della sua vita, circondato da meravigliose creature marine.
Avuta notizia di questo essere ammaliante, Federico II, re di Sicilia ed imperatore, volle conoscerlo e per rendersi conto delle sue capacità, provò a metterlo alla prova, gettando in mare prima una coppa, poi una corona ed infine un anello, a profondità sempre più abissali.
Se Cola fosse riuscito nell’impresa di recuperare quegli oggetti, avrebbe avuto in premio, come sposa, sua figlia.
Il giovane si tuffò e riaffiorò la prima volta con la coppa del re, poi con la sua corona, ma la terza volta, ahimé, non riemerse.
Colapesce vide, infatti, che una delle tre colonne su cui si regge, secondo la tradizione popolare, la Sicilia , quella di Capo Peloro, era incrinata e stava per spezzarsi mettendo a rischio la città di Messina che sarebbe sprofondata negli abissi. In uno slancio d’ amore, egli sacrificò la sua vita e rimase in fondo al mare per sostenere, sul proprio dorso, la sua città. Tutte le volte che Messina sussulta per le scosse telluriche, si fa riferimento a Colapesce che, per la stanchezza del grave peso, cambia posizione.
La leggenda di Cola ha dato origine a numerose produzioni poetiche, teatrali, e ad un premio internazionale che viene conferito, a Messina, nel mese di novembre, a personalità del mondo della cultura , delle scienze , dell’industria, dello sport, dello spettacolo. All’interno del premio, un riconoscimento di gratitudine va, ogni anno, agli italiani che hanno perso la vita a Nassiria.

Nica

martedì

Quel che resta di noi: Chiudere gli stadi non appare l'unica soluzione per fermare la violenza

E’cominciata la strumentalizzazione di una tragedia e la sortita di provvedimenti tampone che non sono la chiave di volta per risolvere il problema
Alcuni politici hanno proposto la chiusura degli stadi, ostinandosi a non volere intendere che la violenza non è un fatto connesso solo al mondo del calcio. Individuare i colpevoli e assumere i provvedimenti necessari per limitare i comportamenti violenti, appare normale e giusto, ma il fenomeno della protesta non coinvolge solo gli ultras, ma tutta una fascia di giovani, che, utilizzando modalità sbagliate, assumendo atteggiamenti provocatori e trasgressivi, porta avanti una contestazione contro le istituzioni. Chiudere gli occhi su questa realtà può essere pericoloso. Alcune persone, fra quelle che contano, non hanno compreso tutto ciò quando a perdere la vita è stato il maresciallo Filippo Raciti, e continuano, ancora oggi, che la violenza ha colpito il cuore dello stato, distruggendo caserme e altre sedi istituzionali, a sottovalutare il problema.



La contestazione riflette il disagio di tutta una società che ha perso il senso della vita, della misura, una società che va lentamente degradando, dove tutti siamo corresponsabili perché dimentichi dei doveri che ci impongono di amare, educare , assistere, custodire e, non ultimo, dare il buon esempio. Chiudere gli stadi che significato può assumere in un contesto così complesso? Solo quello di sedare gli animi, fino alla prossima tragedia.
L’incidente di un colpo di pistola che ha ucciso, solo una scintilla che ha ravvivato un fuoco che cova negli animi. Ma possono essere tante le occasioni a fare da traino all’esplosione incontrollata dell’aggressività. La problematica è grave e alla ribalta da molti anni. Ma se continueremo a “studiare” solo ripieghi tampone, se continueremo ad esibirci solo per un rimbalzo stupido e destabilizzante di responsabilità, senza rimboccarci le maniche e avviare provvedimenti idonei a risolvere i problemi che stanno alla radice del dissenso, il futuro non sarà, di certo, rassicurante. I giovani rappresentano oggi un’emergenza e lo Stato ha il dovere di rivolgere verso loro la massima attenzione, non solo per prevenire o reprimere, ma per costruire il loro futuro, qualunque sia il prezzo da pagare.
Esemplare la dichiarazione del fratello di Gabriele che ha invitato a non strumentalizzare la vicenda dei disordini, che a lui non appaiono connessi alla morte del fratello. Con Sandri, in un rispettoso silenzio, piangiamo una giovane vita troncata, tenendo nel cuore la speranza che qualcosa possa cambiare in un mondo che lascia troppo spazio a mode dissacranti, illusorie, a cattivi maestri che esibiscono alibi di modernità, per distruggere quello che resta di noi.

Nica

domenica

Schegge di antica saggezza: I lirici greci

La poesia dei lirici greci, VII e VI sec. a. C., rappresenta un mondo ricco di sentimenti che richiama, non solo la poetica dei ceti aristocratici, ma anche la saggezza dei ceti popolari. Brandelli di elegie, canti erotici, carmi, ed altre composizioni che ci sono pervenute, danno il segno di una vita vissuta all’insegna di forti passioni. Sentimenti che vivificavano quei tempi remoti e che, ancora oggi, suscitano emozioni e danno il segno dell’ universo e della ricchezza dell’”anima greca”.
Si citano piccoli brani, per dare la misura di tale arcaica saggezza.



Donna
Piaga patente a mettersela in casa; ( Archiloco)

Il bello e il buono
Chi è bello è bello da vedere, e basta.
Ma chi è buono sarà subito bello;( Saffo)

Sopraffazione
Mangia, il falco, un’anguilla del Meandro:
l’ airone lo sorprende, glielo ruba; ( Semonide)

Contraddittorietà
Recava in una mano
l’acqua, nell’altra il fuoco, l’imbrogliona;( Archiloco)

Col tempo
Non svelarono agli uomini gli dèi tutti i segreti:
sono migliori gli esiti d’una ricerca lunga.( Senofane)

L’apparenza inganna
C’è tanta gente che figura saggia. E’ linda e pinta:
pure, la mente è leggerina leggerina.(Focilide)

Nica

sabato

Chi mi raccomanda...col salumaio?

Non pensate che io stia scherzando. Il problema della "raccomandazione" si pone ed anche in modo “drammatico.”
E vi dirò perché.



Non più tardi di ieri sera, erano quasi le 20, sono entrata in un supermarket che si trova sul vialone che conduce alla zona dove abito. Mi sono diretta, di gran fretta, vista l’ora, verso il bancone dei salumi, dove già erano in attesa due persone. Esauditi i desideri di un signore che voleva solo qualche panino, una signora, non giovanissima, ma certamente molto più giovane di me, con fare affettato, si è rivolta al salumaio:
” Mi dia della scamozza, per favore”
“Sì signora, prego, quanti etti?” “ Mah” rispose lei” tre, quattro, non importa tagli, tagli, senza problemi”
“ Bene signora, ecco, quattro etti vanno bene?...sa non le consiglio di prenderne di più, dopo qualche giorno va a male”
“Vuole altro, signora?” “ Oh sì, però dimenticavo di dirle una cosa. Lo sa chi sono io? Sono l'amica di Marcella, si ricorda? Lei la deve conoscere”.
“Oh…signora mia, certo che la conosco”
“ Mi tratti bene allora, le raccomando, sa Marcella mi conosce da una vita…”continuò la donna.
“ Tranquilla signora, certo che la tratto bene! Vuole altro?” aggiunse il salumaio con un sorriso a tutto tondo.
La signora, soddisfatta, sorridente, lievemente rossa in viso per l’agitazione, e con gli occhi brillanti aggiunse:
“Mi dia del prosciutto”
“Quanto, gentilissima signora?
“ Faccia lei, faccia lei”
Mentre il salumaio era intento ad affettare e la signora ad inseguire sogni di gloria, profondamente disturbata, mi sono sentita vampate di calore salire sulle guance. Con quale coraggio avrei potuto chiedere le mie classiche cinque fettine di bresaola e solo un etto, e non più, di prosciutto, e di quello in offerta per giunta, senza sprofondare per la vergogna? E poi, senza avere alle spalle una “Marcella” che fine avrei fatto? Che trattamento mi avrebbe riservato il salumaio? Mi avrebbe rifilato salumi e prosciutti avariati? Terrorizzata, presa da un attacco di panico irrefrenabile, con la scusa della macchina fuori posto, sono scappata. Sarei tornata dal salumaio, ma solo dopo avere trovato una persona che a lui mi raccomandasse. Diamine che stupida, a non averci pensato prima!

Nica

giovedì

A proposito di coccodrillo: incrociando le dita, scherzando, vi siete mai chiesti cosa vi piacerebbe si dicesse di voi?

Il coccodrillo è un termine usato nel gergo giornalistico per indicare un necrologio che viene preparato in anticipo, per averlo pronto al bisogno , soprattutto quando vengono a mancare le persone “importanti” che popolano il globo. Il coccodrillo, le omelie e i comuni necrologi, contengono, per lo più, parole di costernazione e rimpianto per il caro estinto, spesso anche frasi condite con un eccesso di buonismo. Vagando su internet, a proposito di necrologi, si scopre che ce ne sono di diversi tipi. Essi possono contenere: ringraziamenti al personale medico con aforisma, o solo aforisma ; possono essere classici in tre diverse tipologie, postumi, con “ non fiori ma opere di bene” e infine poetici. Il problema non è da poco e non dovrebbe essere evitato perché si corre il “rischio”, ahimè, che qualcuno, per sbrigarsi in fretta, o per “ incompetenza”, possa liquidarci, dopo il trapasso, con frasi abusate e scialbe, o stravolgere la nostra immagine da tramandare ai posteri, facendoci apparire santi, eroi…o semplicemente…nessuno.

E allora come ovviare?

Qualcuno, a dire il vero, ci ha pensato. Don Giovanni Bellò, parroco 70enne di Semonzo del Grappa, ha voluto chiudere i conti col futuro facendo tutto da sé. A scanso di equivoci, si è scritta la sua bella omelia, senza lasciare spazio ad autoincensamenti, l’ha registrata su nastro e l’ha messa da parte, pronta per l’uso. ” Ogni prete che muore si dice sia stato esemplare, un buon pastore, e altre cose del genere. Ma non sempre è così”, pare abbia detto il sant’uomo.

La cosa che fa sorridere è che la registrazione comincia con un suono, una mano che bussa sulla bara, poi si ascolta la voce del caro estinto che racconta la sua vita terrena, invita i parrocchiani a fare opere di bene e soprattutto a gioire alla sua morte …in due bar, già prenotati e…abbondantemente spesati dall’interessato. Niente lacrime, inutili piagnistei , dunque, ma solo una bella festa che lui si augura di seguire dal Paradiso e non dall’Inferno…magari il più tardi possibile.

Nica

martedì

"Si sta come d’inverno sull'albero le foglie"..."ma tira un vento!" Enzo Biagi si è addormentato serenamente stamani alle ore 8, 20.

Il giornalista Enzo Biagi, che fino a qualche giorno fa ha scherzato sulla provvisorietà della vita, stamani è morto, lasciando un ricordo indelebile nel mondo del giornalismo italiano. Le figlie Bice e Clara piangono un padre amorevole, il mondo della cultura un maestro di vita.

Una intera generazione piange un uomo che ha difeso i diritti civili e ha dato voce , oltre ai grandi della terra, anche agli umili, ai semplici, di cui si pregiava di essere amico. Questa la cifra del suo linguaggio, in un tempo in cui l’apparire domina sull’essere. Egli era un intellettuale, ma entrava in punta di piedi nella vita degli altri e si definiva un operaio del giornalismo. Biagi era un giornalista che potremmo definire unico, per lo stile asciutto, onesto della sua penna, per il rigore, per l’impegno, per il modo elegante che aveva di coniugare il giornalismo con l’attività televisiva e la politica. Autore di più di ottanta libri, tra cui “Era ieri”, La storia D’Italia a fumetti”, “La bella vita”, “Testimone del tempo”, aveva vinto anche il premio Bancarella. Ha diretto e collaborato a numerose testate giornalistiche tra cui il Corriere della sera, l’ Europeo, Il resto del Carlino. Collaborò anche con il grande Indro Montanelli alla creazione del Giornale. Enzo Biagi era ricoverato, dalla scorsa settimana, nella clinica Capitanio per problemi cardiaci, ai quali si sono aggiunti problemi renali e polmonari. Dopo un lieve miglioramento dei giorni scorsi, stamani il peggioramento che lo ha strappato alla vita.

Nica

domenica

S' i' fosse foco, arderei 'l mondo; s' i' fosse vento, lo tempesterei;

Una notizia, letta ieri sui quotidiani, merita di essere portata a conoscenza dei lettori per dare il segno del livello di maturità che si registra in alcuni ambienti.

Un assessore ai servizi demografici di un piccolo comune è stato allontanato, in sede di riunione di giunta, perché il suo telefonino ha squillato. Ben poca cosa, direte, capita a tutti di dimenticare di spegnerlo. Ma il fatto che fa intristire e meditare è che il telefonino aveva inserita come suoneria, non la marcia trionfale dell’Aida e nemmeno la scandalosa “je t'ame…” ma piuttosto una bestemmia. Ma non è finita qui. L’assessore, in un tentativo di discolpa, ha affermato di essere praticante, di credere nei valori religiosi e che il gesto doveva solo essere interpretato come un gesto goliardico. Di fronte a queste cose, non ci sono parole, né commenti che si possono fare. Rimane solo lo sconcerto e la voglia di farsi una valigia e rifugiarsi in un “ altrove” lontano dalla “civiltà”e riflettere. Il problema non sta nel credere o non credere in Dio, ma nel rispetto per l’altro e per un credo , anche se non ci appartiene.

Nica