Visualizzazione post con etichetta consumismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consumismo. Mostra tutti i post

martedì

“Tempo di Natale” solo tempo di regali ?


Ormai siamo davvero immersi nell’atmosfera che la festività del Natale ci regala. Nei market, dove c’è di tutto un po’, non si trovano più addobbi natalizi. Sfere multicolori e nastri scintillanti sono spariti, perché, da tempo, questi gadget si sono trasferiti nelle nostre case. Negli scaffali, semivuoti, solo pastorelli, angeli, capanne destinate alla Sacra Famiglia che, teneramente unita e sorridente, rimane in attesa di accoglienza e di miglior fortuna.
Il rito del consumismo si sta concludendo, come spesso accade, nel segno di una visione superficiale e frettolosa che non conosce tregua.
Resta ancora la corsa ai regali. I più “avveduti” ci hanno pensato già qualche mese fa, per evitarsi lo stress dell’ultimo minuto, ma tante, tantissime persone, ancora giriamo per negozi affollati, presi da un impulso irrefrenabile, per comprare i regali di Natale che arricchiscono , per un giorno, le case, salvo poi finire in cantina, quando la stravaganza induce a scegliere oggetti inutili o di cattivo gusto.
Alla funzione compulsiva dell’acquisto dei regali, seguirà quella degli auguri, scambiati con tutto l’universo che ci circonda nel nostro vivere quotidiano. Cosa costa essere ( mostrarsi?) buoni per un solo giorno ?
Il difficile viene dopo, quando ciascuno di noi ritornando alla routine quotidiana dimenticherà il messaggio di pace e di amore che reca in sé il Natale e avrà paura di guardare l’altro, mostrerà indifferenza verso i drogati,i poveri, gli exstracomunitari, i disabili, gli anziani, perché il rito della festa si è ormai consumato.
Nica

lunedì

Consumismo: un mostro con molte fauci

Non so se è capitato a voi. A me è successo e sono ancora…come dire? scandalizzata ( è troppo?).


Oggi pomeriggio di ritorno da un incontro con amici, prima di rientrare a casa, mi è venuto in mente che dovevo comprare qualche detersivo e delle pezzuole per rimuovere la polvere. Mi sono introdotta all’interno di uno dei tanti grandi magazzini dove si trova di tutto un po’ e, d’improvviso, mi ha preso il panico. In tutti gli scaffali facevano bella mostra di sé una miriade di addobbi natalizi: pastorelli, casette, angeli, stelle comete, oltre ad una serie infinita di palline multicolori e sfavillanti.

Lì per lì mi sono chiesta se, visto che sono già in età avanzata, avessi cominciato a perdere i “famosi colpi” e che, per tale motivo, avessi perso di vista il fluire del tempo. Natale è arrivato, caspita! E non me ne sono accorta! mi sono detta, stranita e convinta della necessità di contattare l’indomani la mia dottoressa di fiducia per farmi prescrivere una cura idonea a rinvigorire la mia attenzione.

Uscendo da lì, ahimé tapina, mi aspettava un altro trauma.

Una folata di vento caldo che mi ha investito, gli abiti con le maniche corte indossati da alcuni passanti mi hanno turbato ancora di più e indotto a pensare. Ma era tempo di Natale o ancora estate?

Riflettendo per qualche minuto, mi sono resa conto che non era né l’uno né l’altro periodo, ma semplicemente un inizio d’autunno con temperature molto elevate nella mia città. Ma cosa c’azzeccano ancora mi sono chiesta, memore del linguaggio fiorito del ministro Antonio Di Pietro, gli addobbi natalizi ?

Un lampo, grazie al cielo , allora, ha squarciato la mia mente e mi ha salvato da strane patologie che già mi addebitavo.

C’azzeccano eccome! Per colpa del consumismo che già ai primi del mese di ottobre ci presenta i gadget natalizi, anticipando l’aria di natale che si respira con il freddo e la neve, togliendoci il piacere dell’attesa, per la fretta maledetta di toglierci qualche euro dalla tasca in una corsa smodata che non rispetta né santi , né Madonne.

Non so voi come la pensate, certo mi piacerebbe saperlo.

Con l’amaro in bocca e una grande tristezza, io mi propongo per Natale di adagiare solo un piccolo Gesù su un mucchietto di paglia. E lo farò a dicembre, pochi giorni prima del felice avvento.

Nica