mercoledì

Il Tirolo si allinea alle direttive italiane per la conservazione dell’orso.


In una nuova legge sulla caccia, del governo del Land austriaco, sono state introdotte linee guida assimilabili, con i dovuti distinguo, a quelle contenute nel “Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali” elaborato dal Ministero per l’Ambiente nell’anno 2007.
Il provvedimento si è reso necessario per stabilire regole precise sulla gestione degli orsi, sulla tutela della loro vita, anche in concomitanza dell’arrivo della primavera e del risveglio dal letargo dei plantigradi che potrebbero oltrepassare i confini delle loro regioni e creare problemi. E’ stato stabilito che, qualora gli orsi sconfinando dovessero creare problemi seri, essere pericolosi, potranno essere abbattuti , previa autorizzazione di autorità costituite che vanno da varie istanze locali, all’avvocato dell’ambiente, all’ombdusman per la tutela degli animali, al capo guardacaccia regionale. I proprietari delle riserve , comunque , non potranno più opporsi all’abbattimento degli orsi, come è avvenuto, in tempi recenti, con l’orso denominato “Bruno” risparmiato e ucciso successivamente in Baviera. Le norme contenute nella nuova legge non lasciano spazio a comportamenti soggettivi, improvvisati, ma tendono a proteggere un settore molto delicato e di notevole interesse.
Nica

martedì

Il piacere di una buona tazzina di caffé proibito ai diabetici?


Sulla bevanda, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, le novità non mancano. A volte gradevoli, altre volte controverse, gettano, comunque, scompiglio e inquietano quanti alla famosa tazzina sono legati da un affetto viscerale.
L’ultima novità, in ordine di tempo, giunge dagli Stati Uniti e ci informa che recenti ricerche, condotte dai ricercatori del Duke University Medical Center, hanno messo in evidenza che il caffè aumenterebbe il livello di glucosio nel sangue nei pazienti affetti dal diabete di tipo due. A condurre l’esperimento è stato il prof. James Care che ha monitorato, per 72 ore, una decina di pazienti, mediante un dispositivo portatile. I dati forniti dal rilevatore mettevano in evidenza una sorta di curva glicemica con livelli di glucosio che, nelle persone che assumevano caffeina, aumentava di circa otto punti percentuali. Dopo colazione raggiungeva + 9 per cento; + 15 per cento dopo pranzo e + 26 per cento dopo cena. Al contrario , eliminando la caffeina, i livelli di glucosio diventavano stabili e più facilmente controllabili.
Al momento, non sono state emanate nuove direttive per la dieta dei diabetici, o divieti drastici, con riferimento all’assunzione di caffeina che si trova, fra l’altro, anche in alcune bibite gassate e nel tè.
Rimane le speranza che altri studi smentiscano tali effetti dannosi e venga concessa, ancora a lungo, anche una sola tazzina di caffè.
Nica

domenica

Vorrei presentavi Maria Costa, una forza della natura.


Maria Costa è una donna del sud, una poetessa, che ama la Sicilia, il suo mare, il mare di Messina, che collega due sponde ricche di miti e leggende. Ponendosi in riva allo stretto, declama le sue poesie, abbraccia quell’ elemento della natura che possiede la sua stessa forza. Maria è un fiume in piena che trasporta in un universo perduto animato da forti passioni.
Figlia di un capitano marittimo, si presenta come una donna semplice, autodidatta, si definisce “donna del popolo”, che possiede, però, un carisma che attira subito l’attenzione di chi l’ascolta.
Per la bellezza delle sue composizioni, in dialetto messinese, la poetessa si è guadagnata numerosi riconoscimenti e l’attenzione di professori universitari e studenti che hanno discusso tesi di laurea, non soltanto presso l’ateneo di Messina, sull’originalità dei suoi testi.
Incontrare Maria Costa significa fare un pieno di sentimenti genuini, forti attrazioni, fuochi sacri che infiammavano il seno delle eroine del passato.
Nica

sabato

“Eppur si muove!”…qualcosa…e sale l’indice di gradimento degli italiani.


Appariva tutto stagnante appena due o tre giorni fa. Oggi ci ritroviamo con un governo sfiduciato, un governatore di Sicilia dimesso e tanto movimento che nemmeno un terremoto del dodicesimo grado della scala Mercalli avrebbe potuto provocare. Non siamo certamente contenti di vivere una stagione così turbolenta, ma ormai il dado è stato tratto e non ci resta che aspettare. Se è stato un bene o un male quanto ci è capitato si potrà verificare solo in un prossimo futuro. Importante, però, che qualcosa si sia mosso non tanto nei salotti della politica, quanto nelle coscienze degli italiani. Importante appare, ora, rimboccarsi le maniche, attivarsi per conoscere meglio, e attendere fiduciosi che qualcosa possa cambiare, con la speranza che la stagione dell’incertezza si sia conclusa. La stanchezza e la caduta di fiducia non consentirebbero, infatti, di sopportare oltre. Sarebbe un supplizio. In meno di una settimana, abbiamo assistito alle dimissioni di due esponenti politici.
Senza entrare nel merito delle diatribe che si sono accese in merito alle vicende, su cui sarà la magistratura a fare chiarezza, esprimiamo il compiacimento per l’ iniziativa che rende rispetto agli uomini e conforto a quanti credono ancora che i principi etici devono informare ogni azione civile.
Nica

venerdì

Shakespeare forse era siciliano… messinese doc


Il prof. Martino Juvara, dell’Università di Palermo, pare abbia ricostruito una parte della vita di William Shakespeare, che secondo lo studioso ebbe i natali nella città di Messina da dove successivamente transitò in Inghilterra a Stratford -upon-Avon per sfuggire all’inquisizione da cui i suoi genitori, seguaci di Calvino, sarebbero stati perseguitati. Un manoscritto, rinvenuto attorno agli anni venti, avvalorerebbe l’ipotesi, perché in esso vengono riportati molti proverbi successivamente inseriti nell’”Amleto”. Il nome originale del drammaturgo sarebbe stato Michelangelo Florio Crollabanza, tradotto poi in Shakespeare.
Nella città di Messina egli avrebbe dato vita alla commedia “ Troppo rumore per nulla” corrispondente al testo dialettale "troppu trafficu pì nnenti",
La cultura del grande drammaturgo si sarebbe affinata a seguito di studi compiuti a Venezia, Mantova, Padova, Grecia, Danimarca ed altri paesi Europei.
Altre ipotesi formulate da Saul Gerevini eleggerebbero la Toscana a patria natale e conferirebbero ad un tale John Florio la paternità di tutte le opere di Shakespeare.
La notizia, seppure dibattuta e non definita, rende immensa gioia e orgoglio ai messinesi che sarebbero ben felici di avere dato i natali ad uno scrittore che non conosce uguali per la grandezza delle sue opere.
Nica

Punto e a capo.


Dopo la sfiducia al governo Prodi, espressa ieri sera nell’aula del Senato, in molti, credo, ci domandiamo cosa avverrà nel panorama politico italiano, a breve termine e nell’immediato futuro.
Un punto, intanto, è d’obbligo metterlo. La crisi si è manifestata, in tutta la sua serietà e problematicità, rendendo palesi i dissidi che animavano il Governo.
Ma andando a capo, ci chiediamo, cosa succederà?
Le voci che circolano sono tante e, come spesso accade nel nostro paese, la confusione regna sovrana.
Elezioni, governo istituzionale, referendum e quant’altro sono i temi che si dibattono nei salotti di trasmissioni che raccolgono un audience da record, che testimonia l’interesse di tutti a capire quali saranno gli scenari futuri, testimonia l’interesse a tenere gli occhi ben aperti per prepararsi a nuove scelte che possano rendere certa la governabilità , conferire dignità al paese e una rinnovata fiducia nella classe politica.
Un punto e a capo, però, sarebbe opportuno che si mettesse anche sui litigi, sui colpi bassi, su atteggiamenti poco rispettosi delle autorità religiose, della magistratura, dei poteri dello Stato, per riscoprire i valori che sono alla base di una società che vuole denominarsi civile.
Nica

giovedì

Il Citrus sinensis: frutto della salute Airc


L’Airc, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, promuove per sabato 26 gennaio c. a. una campagna di sensibilizzazione per la raccolta di fondi, offrendo, dietro un piccolo contributo, le arance della Sicilia. Il frutto molto apprezzato pare possieda, infatti, preziose qualità per l’alto contenuto di flavonoidi e vitamina C, un potente antiossidante che può contribuire al nostro benessere, rallentare i ritmi di invecchiamento del corpo e aiutare nella prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro.
Dell’agrume ,originario della Cina, appartenente alla famiglia delle Rutaceae, si trova menzione già nei testi romani antichi. Pare sia stato portato nel bacino del Mediterraneo dai mercanti portoghesi e abbia trovato il suo habitat ideale in Sicilia tra il XIV e XV secolo.
Del citrus selensis si conoscono molte specie pregiate tra cui il tarocco, il sanguinello e il moro.
Gli alberi, di medie dimensioni, sopportano bene problemi di siccità e possiedono una chioma molto consistente e rotondeggiante, ricca di foglie lucide di forma per lo più lanceolata. Fioriscono in primavera dando vita alle zagare, infiorescenze bianche profumatissime riunite in gruppi. La pianta si moltiplica per talea o per innesto.
I frutti, rotondi, di colore arancio, maturano in inverno e possono rimanere sull’albero fino all’anno successivo.
Nica

martedì

Pronto soccorso oncologico per vincere la paura di essere soli nella lotta contro il cancro.


E’ stato istituito da pochi anni un Pronto Soccorso Oncologico,( P.S.O.), presso Vicenza, con l’obiettivo di fornire aiuto a quanti hanno la necessità di avere un appoggio per risolvere problemi contingenti relativi a prenotazione di visite mediche, compilazione domande, ricevimento di chiarimenti su problematiche connesse alla malattia. Al pronto soccorso, ideato da Linfa, si può ricorrere da tutta Italia., telefonando al numero verde 800.713.270. La risposta al quesito posto arriverà in tempi molto brevi ( entro 48 ore). In particolare, chi, trovandosi in stato di necessità, inoltra una richiesta di aiuto, potrà essere contattato dallo specialista che il caso richiede, concordare con lui una prima visita gratuita, e ricevere indicazioni sul percorso più idoneo da seguire, oltre a un’ assistenza guidata per tutto il percorso diagnostico. Per opportuna conoscenza si trascrivono informazioni relative al sito dell’Associazione ONLUS e il numero telefonico della segreteria.
www.linfaonline.it
tel. 0444/235321
Nica

Meglio vivere un giorno da leone o cento giorni da pecora…o vivere cinquanta giorni da orsacchiotto?

Un famoso attore comico, Massimo Troisi, molto caro al nostro cuore, si chiedeva, scherzando, se fosse meglio vivere un solo giorno da leone o cento da pecora, e poi, non soddisfatto dalle due ipotesi, proponeva timidamente,ove fosse possibile, di trovare una terza opzione. E cioè quella di poter vivere cinquanta giorni da orsacchiotto. Perché no?
Vivere un solo giorno da leoni è un’opzione che faceva molti proseliti in passato, fra quanti si sono distinti per atti eroici che non accendono l’animo dell’uomo moderno. Se qualcuno ci prova a fare l’eroe, a seguire con coraggio le proprie idee, non passa alla storia, ma viene emarginato e dimenticato in fretta.
Vivere cento giorni da pecora mette sicuramente tristezza, ma può convenire a quanti si pongono/ ci poniamo come fine ultimo di essere “gente comune” senza infamia e senza lode.
La terza opzione potrebbe sembrare quella più condivisibile non facendo prevedere spiacevoli sorprese, situazioni di disagio, di pericolo o di stress. Una posizione sfumata, che rifugge dagli estremismi.
“In medio stat virtus” recita un motto latino. Ma sarà poi così vero?
Se tutti scegliessimo la terza opzione la vita, forse, perderebbe smalto, vivacità, sarebbe davvero noiosa e soprattutto non renderebbe giustizia all’intelligenza, al decoro, all’orgoglio dell’uomo che della vita dovrebbe essere protagonista assoluto. Certo sono scelte del tutto personali e, per questo, non criticabili. L’ideale, forse, sarebbe di adattarsi ai tempi e agli avvenimenti e mostrare di sé il volto che può assicurare sempre e comunque un minimo di dignità.
Nica

sabato

“Così fan tutte”/ i …un alibi per derubricare il reato di concussione?


Che troppi, o perlomeno alcuni esponenti di destra o di sinistra, esercitino il loro spirito affaristico ponendo in atto pressioni per favorire gli amici, per accaparrarsi benevolenze in previsione della resa, in termini di voti, non significa che la concussione non sia un reato. Tutt’altro.
Se si sono persi i riferimenti ai valori cui tutti dovremmo tenere è un’altra storia, della serie “ Quel che resta di noi”.
Sorprende e infastidisce leggere o ascoltare dichiarazioni che tendono a minimizzare alcune vicende. Infastidisce il caos che regna, la confusione dei ruoli, la girandola di notizie che con velocità impressionante fa perdere ogni orientamento e confonde.
In tanto bailamme, “l’uomo della strada”, ascolta, osserva, sempre più assillato dal problema contingente di combinare il pranzo con la cena, giudica, seppure da un livello che appartiene ai “comuni mortali”, e pensa che sarebbe molto più saggio offrire di sé una personalità seria e matura.
“L’uomo della strada” aspetta che qualcuno gli spieghi perché quando si toccano personaggi importanti, la giustizia non è più giusta, così come lo è quando interviene in alcuni ambiti dello Stato.
La saggezza popolare considera che in una società civile non sia giusto infierire contro chi ha ricevuto un avviso di garanzia,o altri provvedimenti restrittivi, prima ancora che sia giudicato colpevole, ma nel contempo considera che si dovrebbe mantenere, pur comprendendo il dolore che alcune vicende possono causare, uno stretto riserbo e aspettare con fiducia quando si ha la coscienza di essere esenti da politiche di basso profilo che se anche non rivestono rilevanza penale, la rivestono sicuramente di tipo etico.
Nica

giovedì

Ma non è giusto! E poi dicono che basta essere belli dentro!


“Altezza mezza bellezza” è un detto che tende ad assegnare punti, a scatola chiusa, a quanti hanno raggiunto una altezza superiore alla media, senza tenere conto di proporzioni, di armonie che sono riscontrabili, forse con maggiore frequenza, in una bellezza tascabile.
I centimetri in più, sia nella donna che negli uomini, appaiono, infatti, come sinonimo di fascino. Per avere successo, occorre, in definitiva “ essere all’altezza”, avere uno “ stacco” di coscia almeno del 5 per cento superiore alla media, dal fianco al piede. I risultati dei ricercatori Boguslaw Pawlowski e Piotr Sorokowski della University of Wroclaw in Polonia, riportati sulla rivista New Scientist, mettono in evidenza uno stereotipo che collega il maggiore slancio delle gambe al fascino femminile e maschile. Però attenzione… lo stacco deve essere quello già specificato perché se raggiunge il 15 per cento, se cioè il soggetto è uno spilungone il suo fascino scende a picco. Si colloca al secondo posto, nella borsa dei valori dell’apparire, chi possiede una gamba che ha uno slancio del 10 per cento.
Gli studiosi, che hanno condotto la ricerca per conoscere i gusti di 218 volontari, hanno messo in evidenza anche i risultati di altri studi condotti in America che avvalorano la tesi secondo la quale chi ha le gambe corte, non solo non attira gli sguardi ammirati del partner, ma corre pure il rischio di malattie cardiovascolari e diabete. Come dire “ piove sul bagnato”. Meno male , però, che la ricerca sui gusti in fatto di altezza e gambe è stata condotta solo in Polonia. Qualche speranza rimane a tutte le paperine del resto del mondo.
Nica

Un vecchio rimedio utilizzato dai nostri nonni come ricostituente agirebbe anche contro la depressione.


Lo sapevate che l’olio di fegato di merluzzo, un integratore costituzionale odiato dalla generazione dei nostri padri, agisce anche come antidepressivo?
La notizia è stata diffusa dai ricercatori dell’Università di Haukeland , a Bergen . E’ stato rilevato che su 22000 persone sottoposte all’esperimento, quelle che assumevano ogni giorno un cucchiaio di olio di fegato ( il 9 per cento dei soggetti ) erano meno esposti a disturbi riconducibili a stress e depressione. L'olio di fegato di merluzzo, un olio che si estrae dai pesci della specie Gadus( comunemente conosciuto come merluzzo), tipica dei mari del nord, contiene vitamina A, D, e omega 3
che svolgono anche un’azione protettiva nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, abbassano notevolmente il livello dei trigliceridi nel sangue, svolgono un’azione protettiva nell’asma e rallentano il processo degenerativo dovuto all’osteoartrite.
Particolare attenzione merita la presenza nell’olio di fegato di vitamina A, il cui eccesso, può provocare danni anche molto gravi alla salute. Il consiglio è sempre quello di ricorrere al proprio medico per un adeguamento della posologia che ciascun caso richiede.
Nica

martedì

Alla Sapienza 67 esponenti della cultura laica esprimono parere contrario alla visita del Santo Padre.


Giovedì prossimo dovrebbe avere luogo la visita del Santo Padre presso L’ Università “La Sapienza” di Roma, fondata da Bonifacio VIII nel 1303. Un gesto di cortesia del Rettore verso il Papa, è diventato un caso nazionale di grande rilevanza. Esponenti della cultura, in seno alla stessa Università, definiscono “inconguo” l’invito rivolto dal rettore Guarini e si appellano alla “ laicità della scienza”, si oppongono alla visita del papa, adducendo motivazioni che non trovano riscontro nelle dichiarazioni addebitate al Papa e che appaiono piuttosto retaggio di una cultura obsoleta e di parte. "Il sapere non ha bisogno né di padri, né di preti" si legge su striscioni che dimostrano solo la grande presunzione di volere annullare la coesistenza possibile tra scienza e religione.
La cultura, quella vera, dovrebbe lasciare spazio al dialogo, più volte invocato, anche con i detentori di valori assai diversi dai nostri. IL Santo Padre ha una missione da compiere e ogni sua azione o verbo deve essere informata ad essa, permeata di valori, rispettosa dei dogmi su cui poggia la religione cattolica, che non possono subire l’influsso delle mode correnti. Egli è un messaggero di pace, che non vuole sostituirsi alla Stato e agli scienziati, indica una via da percorrere, ma non obbliga nessuno a percorrerla. Per questo non merita il linciaggio, le accuse, gli atteggiamenti irriverenti che tendono ad emarginarlo. La società civile non può comprendere e giustificare gesti eclatanti di protesta che pare si stiano organizzando, come una “layca frocessione, sit in e cortei rumoreggianti. Sarebbe un insulto ai valori in cui credono milioni di persone e al Santo Padre che merita rispetto anche dai non credenti. Rispetto che, quando è frutto di maturità e cultura, deve essere bilaterale, non invocato solo a proprio uso e consumo.

Nica

domenica

La stampa rosa ( ahinoi !) impazza : La Bruni è già la First Lady dell’Eliseo?


I soggetti interessati, Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, non confermano e non smentiscono e allora come venire a capo di un gossip che turba il sonno di molti amanti della cronaca rosa? Risolto il problema dell’anello firmato Dior, stessa pietra ma montatura diversa (oro rosso e oro bianco) per ciascuna donna amata dal presidente, del viaggio in Egitto che ha scomodato analisti e interpreti del pensiero altrui (stessi luoghi già visitati con l’ex moglie), un nuovo “ giallo” appassiona, senza speranza di veloce risoluzione. All’Eliseo , infatti, informano che si tratta di vita privata e che la notizia del matrimonio, che in breve ha percorso il pianeta, non può essere smentita né confermata. Se a ciò si aggiunge che la bella Carla Bruni ha fatto sapere che nel pomeriggio del 10 gennaio è rimasta in casa e che Monsieur le Président ha informato che l’annuncio potrebbe essere dato a nozze avvenute, stiamo messi davvero male. Siamo “costretti” ad aspettare…con somma pazienza…
Nica
p.s. A parte ogni sottile ironia, che una bella e intelligente donna italiana stia a fianco di un presidente ricco di fascino come Sarkozy , non può che fare piacere, purché il gossip non ci ossessioni e non faccia di una bella storia d’amore una soap opera che potrebbe rovinare i nervi dei protagonisti come ci insegna un passato recente e drammatico.

sabato

L’influenza “Pacifica” ha messo già a letto moltissimi italiani.


Scaduto, o quasi, il tempo per i ritardatari che non hanno fatto il vaccino, è cominciato il conto alla rovescia considerato che il virus dell’ influenza “Pacifica” è arrivato con largo anticipo e sta costringendo a letto moltissimi italiani. Colpiti in maggior misura i bambini da 0 a 4 anni. Le Marche hanno il numero più elevato di ammalati. Seguono Campania, Molise, Piemonte, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Basilicata, Liguria, e Bolzano. Sicilia e Sardegna rilevano solo pochi casi della malattia. Sono gli over 65, comunque, a resistere meglio al contagio con un’incidenza pari all’1,99 casi su mille. Importante è rivolgesi, ai primi sintomi, al medico di famiglia, affinché possa adattare la cura ad ogni singolo paziente considerando anche l’uso di medicine antivirali di ultima generazione.
I sintomi premonitori dell’influenza sono: mal di testa, tosse, febbre elevata, disturbi intestinali, spossatezza. I medici consigliano riposo a letto anche dopo la scomparsa dei sintomi, per scongiurare ricadute che potrebbero debilitare il fisico.

Nica

giovedì

Ma l’ex monsignore Milingo cosa vuole ancora?


Sarà la mia intelligenza poco lungimirante che mi induce in errore, ma alcune cose proprio non le capisco. Mi riferisco al caso dell’ex Monsignore Emmanuel Milingo.
Senza volere fare la moralista, né tanto meno scagliare frecce contro chi opera in piena libertà le proprie scelte, mi arrabbio tantissimo di fronte a chi ha accettato delle regole di vita e poi le rigetta ed ha anche la pretesa di stabilirne delle nuove per assecondare personali esigenze.
La Chiesa , quella di Roma, si fonda su regole e scelte ben precise e giammai occultate: una, fra queste, è il celibato dei preti. Chi sceglie di consacrare la sua vita a Dio sa bene a cosa va incontro. Può anche succedere, è vero, che lungo il percorso, non facile, un sacerdote si renda conto di nuovi sentimenti che nascono nel suo cuore. Nulla di irreparabile. Coerenza, rettitudine e onestà impongono in quel caso al sacerdote di abbandonare l’abito talare e la via già intrapresa. Fin qui nessuno scandalo e nessuna critica. Ma, mi chiedo, perché taluni signori, che non possiedono più la vocazione di prima, vogliono a tutti i costi continuare un apostolato in seno alla stessa Chiesa ? Non possono farlo da laici, o in seno alle Chiese che si fondano su valori diversi da quelli previsti dalla religione cattolica? Nessuno vieta loro di essere bravi mariti e altrettanto bravi portatori della parola di Dio. Ma pretendere di dettare nuove regole, di indurre il Papa a reinterpretare la parola del Vangelo, credo sia una richiesta assurda che produce solo polemiche inutili, spettacolarizzando un ambito delicato che necessità di meditazione e silenzioso operare per il bene comune.
Questo, comunque, non significa chiusura al dialogo, pacato e costruttivo, finalizzato a chiarire le rispettive posizioni. Ma l’ex arcivescovo sa bene che la fase del dialogo si è conclusa e, nonostante tutto, torna in Italia, forte di recenti polemiche su casi analoghi, con al fianco la sua Maria Sung, per alimentare contrasti e dividere gli animi, per fare proseliti, per rientrare dalla finestra in una chiesa che gli può appartenere così come appartiene a noi tutti, ma non più come prima.
Nica

mercoledì

“ ’O sole mio” offuscato dal fumo della spazzatura che brucia a Napoli.


Mette tristezza vedere una città bella come Napoli ridotta in uno stato di emergenza, per colpe che non sono addebitabili a tanti onesti cittadini che pagano le tasse sui rifiuti solidi urbani, per avere in cambio esalazioni di diossina e cattivi odori; ascoltare politici che, pur coscienti di avere fallito, non intendono farsi da parte.
Mette tristezza vedere i bambini attraversare strade stracolme di cumuli puzzolenti per recarsi a scuola, rischiando, sulla propria pelle, infezioni pericolose per la salute; prendere atto dell’ incapacità di tanti preposti, del rimbalzo di responsabilità, dell’affannosa ricerca di alibi, per un problema che non può concedere attenuanti a nessuno.
Mette tristezza ritrovare, fra i ricordi, le immagini della Napoli ricca di allegria e risorse che appartengono, ormai, ad un passato assai remoto.
Nica

martedì

Uscendo dallo “stormo” si rischia di essere reietti, ma la libertà inebria e rende dignità alla vita…ce lo insegna Jonathan, il gabbiano


“ Ma perché , Jon, perché?” Gli domandò sua madre. Perché non devi essere un gabbiano come gli altri, Jon? Ci vuole tanto poco! Ma perché non lo lasci ai pellicani il volo radente? Agli albatri? E perché non mangi niente? Figlio mio, sei ridotto penne e ossa!”
“ Non importa se sono penne e ossa, mamma. A me importa soltanto imparare che cosa si può fare su per aria, e cosa no: ecco tutto. A me preme soltanto di sapere”…

“ Il gabbiano Jonathan Livingstone” proclamò l’anziano “viene messo alla gogna e svergognato al cospetto di tutti i suoi simili!”…per la sua temerarietà e irresponsabile condotta…per essere venuto meno alla tradizionale dignità della grande Famiglia de’ Gabbiani…affinché mediti e impari che l’incosciente temerarietà non può dare alcun frutto. Tutto ci è ignoto, e tutto della vita è imperscrutabile, tranne che siamo al mondo per mangiare , e campare il più a lungo possibile”.

E il gabbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo…

Il suo maggiore dolore era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo. Si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere. Ogni giorno lui apprendeva cose nuove…
Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì ch’erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d’un gabbiano. Ma, con l’animo sgombro da esse, lui, per lui, visse contento…

Man mano che i giorni passavano, sempre più di frequente capitava a Jonathan di ripensare alla Terra donde era venuto. Se laggiù lui avesse conosciuto solo una decima , anche solo una centesima parte , delle cose che adesso sapeva, quanto più senso avrebbe avuto allora, la vita! …

…per lui, mettere in pratica l’amore voleva dire rendere partecipe della verità da lui appresa , conquistata, qualche altro gabbiano…
Sullivan …non ne era mica tanto convinto però.
“...come puoi illuderti che adesso i gabbiani…ti ascolterebbero? …quei gabbiani …non si levano quasi da terra, stanno sempre a schiamazzare e far baruffe fra di loro, Sono lontani mille miglia dal cielo…non vedono al di là del proprio becco!” …

“ Sully, devo tornare” disse infine. “I tuoi allievi già se la cavano bene. Ti aiuteranno loro, a tirar su le nuove reclute”.
“Arrivederci,… Ci rivedremo ancora”.
Detto questo, Jonathan si concentrò col pensiero per trasferirsi con esso su un’altra spiaggia e in un altro tempo, laggiù dove vola un grande stormo di gabbiani. Ormai sapeva bene di non essere di carne e ossa e penne , ma un’idea: senza limiti né limitazioni, una perfetta idea di libertà.

Da “ Il gabbiano Gionathan Livingstone”
Di Richard Bach


Un’avventura di volo, un processo di riscatto dai condizionamenti per la conquista della libertà e della dignità seguendo la legge interiore, senza pregiudizi.
Nica

lunedì

Che delusione scoprire che non esistono poteri extrasensoriali!


Uno studio, pubblicato sul “Journal of Cognitive Neuroscience”, portato a termine da psicologi dell'Harvard University, finalizzato a dimostrare l’eventuale esistenza di poteri di chiaroveggenza, telepatia e quant’altro, prendendo in esame la reazione a stimoli Esp o non Esp del cervello dei partecipanti, ha messo in evidenza che le risposte fornite sono state uguali, a fronte di stimoli diversi. Gli studiosi , mediante l’impiego dello scanner cerebrale, hanno visionato il funzionamento del cervello e fotografato le risposte che non hanno messo in evidenza differenze tra coloro che si sono sottoposti all’esperimento. L’indagine, comunque, non è del tutto esaustiva e non esclude in modo categorico l’esistenza di poteri extrasensoriali.
Nica

domenica

Poco fa su Rai Uno…


L’anno 2007 è ormai archiviato. Trascorso tra polemiche, confusione, accuse e rimbalzi di responsabilità e difficoltà economiche, si è connotato come un anno destinato a non lasciare il segno, piuttosto da dimenticare. 365 giorni andati, cui faranno seguito altri 365, accolti festosamente, ma non troppo, da quanti, poveri Cristi, ci consoliamo mantenendo nel cuore la speranza di tempi migliori. “Anno nuovo vita nuova” è uno slogan che si sente ripetere da più parti. E’ un luogo comune che non affascina più nessuno. Se ci fermassimo a riflettere,però, potrebbe stimolare il cambiamento. Purtroppo, se continueremo a comportarci come i signori intervistati all’interno di un sondaggio condotto per Rai Uno sugli aumenti spopositati subiti nell'arco del 2007,le speranze sono davvero esigue.
L’intervistatore mostrava ai passanti un cartello su cui erano riportate tutte le accise, che paghiamo sul prezzo della benzina che ha raggiunto livelli davvero insostenibili, chiedendo loro quali e quante di quelle tasse erano da cancellare. Ebbene, non ci crederete , ma di risposte concrete, chiare, propositive non ne ha date nessuno, tranne uno o due. Tutti sorridenti e buonisti. Tutti felici e contenti di pagare a scatola chiusa.
Si riporta, per opportuna conoscenza, la famosa lista:
1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004
+ IvA che grava sulla somma complessiva.
Praticamente il 70 per cento del costo di un litro di benzina è costituito da accise ed imposte
La tabella, molto eloquente, non necessita di commenti che , invece, sorgono spontanei di fronte alle risposte disinteressate, distratte, indifferenti, di tante persone di fronte ad una sconvenienza che si perpetua da troppo tempo.
“Anno nuovo vita nuova” potrebbe diventare una realtà se mostrassimo più interesse per la “cosa comune”, se non ci facessimo abbindolare da tante sirene che cantano per abbassare la soglia della nostra vigilanza. Potrebbe diventare una realtà se ci svegliassimo da un sogno popolato da veline, gossip e “vuoti a perdere”.
Nica

p.s.

Sulle dichiarazioni rilasciate da alcuni “illustri” ospiti, nell’ambito della trasmissione andata in onda nel pomeriggio di Rai Uno, ci sarebbe tanto da dire…ma non voglio conquistarmi l’appellativo di “criticona” o peggio “predicatrice”…per questa volta mi fermo a quanto già espresso

giovedì

Messina riscrive la sua storia: tornano alla luce frammenti risalenti al VI secolo a.C. riconducibili alla fondazione della antica colonia Zancle


Messina, la deliziosa città che sorge sulle rive dell’omonimo stretto, riscrive la sua storia scoprendo meraviglie del passato.
Nella via La Farina, una delle strade ricadenti nel centro della città, è stata riscontrata, a seguito di scavi in un cantiere che si protraggono da parecchio tempo, un’area che gli esperti della Soprintendenza individuano come luogo dove i Greci celebrarono antichi cerimoniali per dare vita alla colonia Zancle. I riti della fondazione, risalenti al VI-VII secolo a.C., prevedevano che dentro una grande fossa venissero riposte cataste di legna con le quali si accendeva un rogo. Quando le fiamme si spegnevano, nella fossa venivano collocati piatti, coppe, crateri, oggetti vari che venivano ricoperti da pietre e conservati.
Il ritrovamento della fossa e del vasellame, di eccezionale importanza, è il primo che si riscontra in Sicilia e nella Magna Grecia. Qualcosa di simile , pare sia stato riscontrato solo nell’isola di Cipro.
Gli archeologi, che esultano per il valore scientifico e storico della scoperta, si muoveranno in sinergia con imprenditori ed esperti della Soprintendenza per continuare gli scavi, reperire altro materiale da studiare per lunghi anni e ridisegnare la storia di una città di antiche e prestigiose origini.
Nica

Una notizia piuma: Keira Knightley la più bella attrice 2007


“Icona della bellezza 2007” è Keira Knightley, la giovanissima attrice inglese che ha al suo attivo numerosi film di successo che le hanno conferito una grande notorietà. Assieme a lei, fra le top, si sono collocate Kate Moss, già testimone di Coco Chanel, Victoria Beckham, nota Spice Girl, Gemma Atkinson e Lily Allen. IL sondaggio è stato condotto in Inghilterra ed ha coinvolto più di 2500 persone.IL sorriso intrigante della bella attrice, che viene indicata come l’erede di Julia Roberts, ha conquistato tutti. Legata a Rupert Friend, Keira ama la pittura e il calcio.
Nica

mercoledì

E Prodi…Prodi…Prodi…è ritornato Prodi… e con la finanziaria è già cambiata l’aria…


Cantavano più o meno così i simpatici cabarettisti del Bagaglino per strapparci qualche risata, non più tardi di un anno fa, ed erano tante le frecce che con una satira garbata scagliavano contro Romano Prodi, neo eletto presidente del Consiglio dei Ministri. Con nelle orecchie le promesse di felicità, che nei dibattiti all’americana con il suo oppositore Silvio Berlusconi, Prodi aveva assicurato agli italiani, riuscivamo ancora a divertirci e a ben sperare per il futuro. A distanza di circa un anno e mezzo, a dire il vero, della felicità non si riscontra l’ombra e sono molti gli italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà, in uno stato di depressione per l’indigenza che amplifica lo stato di precarietà connesso ad un periodo politico ed economico segnato da fragilità e incoerenza.
Qualche giorno fa, nel discorso di fine anno, il presidente Romano Prodi ha, ancora una volta, parlato con toni rassicuranti, ostentando sicurezza e fiducia in un Governo che ai comuni mortali appare traballante, anzi, a dire il vero, appare come una mannaia pronta a tagliare teste, con aumenti che gli esperti riferiscono graveranno su ogni famiglia per 1700 euro l'anno.
Premesso che non ho nulla contro il presidente Prodi, sicuramente
conoscitore di economia politica e meccanismi di ripresa, mi chiedo però su cosa dovremmo basare la nostra fiducia, l’euforia per una ripresa di cui non vediamo i segni, così come li notiamo, in negativo, andando al mercato tutte le mattine per fare una spesa che diventa sempre più esigua. Basta solo sorridere e pensare che tutto va bene per riconquistare la fiducia?
Basta solo dare la colpa al nostro pessimismo per vivere meglio?
Ma i figli laureati che non trovano uno straccio di lavoro sono una realtà evidente, così come lo sono i pensionati, sempre più relegati a fare sacrifici, a negarsi anche il piacere di una pizza da mangiare in compagnia.
Forse la mia ignoranza mi impedisce di capire, di vedere il boom che, dicono i bene informati, è latente… ma quanto prima esploderà.
Per il bene del mio paese, che non trarrebbe beneficio da un’altra crisi, voglio accordare ancora fiducia al Presidente Prodi e al suo Governo. La speranza che qualcosa possa cambiare mi sosterrà ancora per un po’, anche se sento crescere la delusione e il convincimento che gli schieramenti di Destra e Sinistra servono solo per alimentare i dibattiti in TV, ma alla fine sono la medesima cosa.
Nica