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martedì

Uscendo dallo “stormo” si rischia di essere reietti, ma la libertà inebria e rende dignità alla vita…ce lo insegna Jonathan, il gabbiano


“ Ma perché , Jon, perché?” Gli domandò sua madre. Perché non devi essere un gabbiano come gli altri, Jon? Ci vuole tanto poco! Ma perché non lo lasci ai pellicani il volo radente? Agli albatri? E perché non mangi niente? Figlio mio, sei ridotto penne e ossa!”
“ Non importa se sono penne e ossa, mamma. A me importa soltanto imparare che cosa si può fare su per aria, e cosa no: ecco tutto. A me preme soltanto di sapere”…

“ Il gabbiano Jonathan Livingstone” proclamò l’anziano “viene messo alla gogna e svergognato al cospetto di tutti i suoi simili!”…per la sua temerarietà e irresponsabile condotta…per essere venuto meno alla tradizionale dignità della grande Famiglia de’ Gabbiani…affinché mediti e impari che l’incosciente temerarietà non può dare alcun frutto. Tutto ci è ignoto, e tutto della vita è imperscrutabile, tranne che siamo al mondo per mangiare , e campare il più a lungo possibile”.

E il gabbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo…

Il suo maggiore dolore era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo. Si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere. Ogni giorno lui apprendeva cose nuove…
Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì ch’erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d’un gabbiano. Ma, con l’animo sgombro da esse, lui, per lui, visse contento…

Man mano che i giorni passavano, sempre più di frequente capitava a Jonathan di ripensare alla Terra donde era venuto. Se laggiù lui avesse conosciuto solo una decima , anche solo una centesima parte , delle cose che adesso sapeva, quanto più senso avrebbe avuto allora, la vita! …

…per lui, mettere in pratica l’amore voleva dire rendere partecipe della verità da lui appresa , conquistata, qualche altro gabbiano…
Sullivan …non ne era mica tanto convinto però.
“...come puoi illuderti che adesso i gabbiani…ti ascolterebbero? …quei gabbiani …non si levano quasi da terra, stanno sempre a schiamazzare e far baruffe fra di loro, Sono lontani mille miglia dal cielo…non vedono al di là del proprio becco!” …

“ Sully, devo tornare” disse infine. “I tuoi allievi già se la cavano bene. Ti aiuteranno loro, a tirar su le nuove reclute”.
“Arrivederci,… Ci rivedremo ancora”.
Detto questo, Jonathan si concentrò col pensiero per trasferirsi con esso su un’altra spiaggia e in un altro tempo, laggiù dove vola un grande stormo di gabbiani. Ormai sapeva bene di non essere di carne e ossa e penne , ma un’idea: senza limiti né limitazioni, una perfetta idea di libertà.

Da “ Il gabbiano Gionathan Livingstone”
Di Richard Bach


Un’avventura di volo, un processo di riscatto dai condizionamenti per la conquista della libertà e della dignità seguendo la legge interiore, senza pregiudizi.
Nica