Un famoso attore comico, Massimo Troisi, molto caro al nostro cuore, si chiedeva, scherzando, se fosse meglio vivere un solo giorno da leone o cento da pecora, e poi, non soddisfatto dalle due ipotesi, proponeva timidamente,ove fosse possibile, di trovare una terza opzione. E cioè quella di poter vivere cinquanta giorni da orsacchiotto. Perché no?
Vivere un solo giorno da leoni è un’opzione che faceva molti proseliti in passato, fra quanti si sono distinti per atti eroici che non accendono l’animo dell’uomo moderno. Se qualcuno ci prova a fare l’eroe, a seguire con coraggio le proprie idee, non passa alla storia, ma viene emarginato e dimenticato in fretta.
Vivere cento giorni da pecora mette sicuramente tristezza, ma può convenire a quanti si pongono/ ci poniamo come fine ultimo di essere “gente comune” senza infamia e senza lode.
La terza opzione potrebbe sembrare quella più condivisibile non facendo prevedere spiacevoli sorprese, situazioni di disagio, di pericolo o di stress. Una posizione sfumata, che rifugge dagli estremismi.
“In medio stat virtus” recita un motto latino. Ma sarà poi così vero?
Se tutti scegliessimo la terza opzione la vita, forse, perderebbe smalto, vivacità, sarebbe davvero noiosa e soprattutto non renderebbe giustizia all’intelligenza, al decoro, all’orgoglio dell’uomo che della vita dovrebbe essere protagonista assoluto. Certo sono scelte del tutto personali e, per questo, non criticabili. L’ideale, forse, sarebbe di adattarsi ai tempi e agli avvenimenti e mostrare di sé il volto che può assicurare sempre e comunque un minimo di dignità.
Nica
Visualizzazione post con etichetta dignità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dignità. Mostra tutti i post
martedì
domenica
"Speriamo che non succedano più cose di questo genere"...una frase che ascoltiamo troppo spesso e non vorremmo più sentire
Ogni giorno si reiterano nefandezze, ogni giorno si reiterano interviste, ogni giorno si reiterano promesse alle quali le persone non sono più disposte a credere, perché coscienti che ciò che tocca agli altri non sconvolge chi si sente al sicuro, chi non è toccato dalla tragedia.
Una donna che viene trucidata, un ragazzo che uccide un passante e immortala la scena col telefonino, un incendio che fa sette vittime, prima che arrivino i soccorritori, non fanno più notizia, rientrano nella routine quotidiana. Il crimine rientra nella routine quotidiana, scandisce ogni ora del giorno.
E’ un martello pneumatico che lacera le nostre orecchie. Mastichiamo tutti i giorni, assieme al cibo, il dolore di tante persone che si ritrovano disperate, sole, inermi, in una società dove impera l’illegalità, l’abuso di ogni genere, la povertà, il timore e la paura di subire oltraggio anche in luoghi deputati a custodire la persona. Come possiamo adoperarci per riavere dignità, rispetto, amicizia? Per godere della la libertà che la costituzione ci indica come un diritto irrinunciabile? Nelle “tavole rotonde”, abusate all’infinito, si sfoderano teorie, rimbalzano colpe e meriti, infuriano le polemiche, ma poco o niente emerge nei fatti per cambiare una realtà che ci condanna sempre di più all’isolamento e alla depressione. Voglia di fare catastrofismo? No…solo voglia di pace.
“ Speriamo che non succedano più cose di questo genere”…una frase che ascoltiamo troppo spesso e non vorremmo più sentire.
Nica
Una donna che viene trucidata, un ragazzo che uccide un passante e immortala la scena col telefonino, un incendio che fa sette vittime, prima che arrivino i soccorritori, non fanno più notizia, rientrano nella routine quotidiana. Il crimine rientra nella routine quotidiana, scandisce ogni ora del giorno.E’ un martello pneumatico che lacera le nostre orecchie. Mastichiamo tutti i giorni, assieme al cibo, il dolore di tante persone che si ritrovano disperate, sole, inermi, in una società dove impera l’illegalità, l’abuso di ogni genere, la povertà, il timore e la paura di subire oltraggio anche in luoghi deputati a custodire la persona. Come possiamo adoperarci per riavere dignità, rispetto, amicizia? Per godere della la libertà che la costituzione ci indica come un diritto irrinunciabile? Nelle “tavole rotonde”, abusate all’infinito, si sfoderano teorie, rimbalzano colpe e meriti, infuriano le polemiche, ma poco o niente emerge nei fatti per cambiare una realtà che ci condanna sempre di più all’isolamento e alla depressione. Voglia di fare catastrofismo? No…solo voglia di pace.
“ Speriamo che non succedano più cose di questo genere”…una frase che ascoltiamo troppo spesso e non vorremmo più sentire.
Nica
Etichette:
abuso,
depressione,
dignità,
illegalità,
isolamento,
libertà,
paura
Iscriviti a:
Post (Atom)
