
Dopo la sfiducia al governo Prodi, espressa ieri sera nell’aula del Senato, in molti, credo, ci domandiamo cosa avverrà nel panorama politico italiano, a breve termine e nell’immediato futuro.
Un punto, intanto, è d’obbligo metterlo. La crisi si è manifestata, in tutta la sua serietà e problematicità, rendendo palesi i dissidi che animavano il Governo.
Ma andando a capo, ci chiediamo, cosa succederà?
Le voci che circolano sono tante e, come spesso accade nel nostro paese, la confusione regna sovrana.
Elezioni, governo istituzionale, referendum e quant’altro sono i temi che si dibattono nei salotti di trasmissioni che raccolgono un audience da record, che testimonia l’interesse di tutti a capire quali saranno gli scenari futuri, testimonia l’interesse a tenere gli occhi ben aperti per prepararsi a nuove scelte che possano rendere certa la governabilità , conferire dignità al paese e una rinnovata fiducia nella classe politica.
Un punto e a capo, però, sarebbe opportuno che si mettesse anche sui litigi, sui colpi bassi, su atteggiamenti poco rispettosi delle autorità religiose, della magistratura, dei poteri dello Stato, per riscoprire i valori che sono alla base di una società che vuole denominarsi civile.
Nica
