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giovedì

Ma non è giusto! E poi dicono che basta essere belli dentro!


“Altezza mezza bellezza” è un detto che tende ad assegnare punti, a scatola chiusa, a quanti hanno raggiunto una altezza superiore alla media, senza tenere conto di proporzioni, di armonie che sono riscontrabili, forse con maggiore frequenza, in una bellezza tascabile.
I centimetri in più, sia nella donna che negli uomini, appaiono, infatti, come sinonimo di fascino. Per avere successo, occorre, in definitiva “ essere all’altezza”, avere uno “ stacco” di coscia almeno del 5 per cento superiore alla media, dal fianco al piede. I risultati dei ricercatori Boguslaw Pawlowski e Piotr Sorokowski della University of Wroclaw in Polonia, riportati sulla rivista New Scientist, mettono in evidenza uno stereotipo che collega il maggiore slancio delle gambe al fascino femminile e maschile. Però attenzione… lo stacco deve essere quello già specificato perché se raggiunge il 15 per cento, se cioè il soggetto è uno spilungone il suo fascino scende a picco. Si colloca al secondo posto, nella borsa dei valori dell’apparire, chi possiede una gamba che ha uno slancio del 10 per cento.
Gli studiosi, che hanno condotto la ricerca per conoscere i gusti di 218 volontari, hanno messo in evidenza anche i risultati di altri studi condotti in America che avvalorano la tesi secondo la quale chi ha le gambe corte, non solo non attira gli sguardi ammirati del partner, ma corre pure il rischio di malattie cardiovascolari e diabete. Come dire “ piove sul bagnato”. Meno male , però, che la ricerca sui gusti in fatto di altezza e gambe è stata condotta solo in Polonia. Qualche speranza rimane a tutte le paperine del resto del mondo.
Nica

mercoledì

Siete spendaccioni?...no problem...la colpa è dei geni


Ma quanto dobbiamo a questi benedetti geni?
Tutte le cattive abitudini degli uomini e, in maggior misura, delle donne, pare dipendano dai geni. Un gruppo di ricercatori americani e svedesi hanno studiato il comportamento di coppie di gemelli monozigoti ed eterozigoti, in materia di uso del denaro ed hanno scoperto che se si hanno le mani bucate, se si sente l’impulso di spendere, la questione è riconducibile ad un carattere acquisito fin dalla nascita, scritto nel DNA.
Il “ vizietto” dipende dai geni che incidono sul comportamento spendaccione per il 40 per cento. Scelte economiche quindi pilotate. I signori mariti dovranno, dunque, rassegnarsi a non recriminare, oppure a foraggiare la ricerca perché si trovi un antidoto, visti i tempi di magra che stiamo vivendo. Nel frattempo le donne hanno un’arma in più per zittire il partner, visto che la colpa, poverine, non è loro!

Nica