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mercoledì

Il Tirolo si allinea alle direttive italiane per la conservazione dell’orso.


In una nuova legge sulla caccia, del governo del Land austriaco, sono state introdotte linee guida assimilabili, con i dovuti distinguo, a quelle contenute nel “Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali” elaborato dal Ministero per l’Ambiente nell’anno 2007.
Il provvedimento si è reso necessario per stabilire regole precise sulla gestione degli orsi, sulla tutela della loro vita, anche in concomitanza dell’arrivo della primavera e del risveglio dal letargo dei plantigradi che potrebbero oltrepassare i confini delle loro regioni e creare problemi. E’ stato stabilito che, qualora gli orsi sconfinando dovessero creare problemi seri, essere pericolosi, potranno essere abbattuti , previa autorizzazione di autorità costituite che vanno da varie istanze locali, all’avvocato dell’ambiente, all’ombdusman per la tutela degli animali, al capo guardacaccia regionale. I proprietari delle riserve , comunque , non potranno più opporsi all’abbattimento degli orsi, come è avvenuto, in tempi recenti, con l’orso denominato “Bruno” risparmiato e ucciso successivamente in Baviera. Le norme contenute nella nuova legge non lasciano spazio a comportamenti soggettivi, improvvisati, ma tendono a proteggere un settore molto delicato e di notevole interesse.
Nica

domenica

Una riflessione sul caso Contrada.


Non è semplice esprimere un giudizio su tutta la vicenda Contrada, con particolare riferimento agli ultimi avvenimenti che vedono da una parte il suo legale Giuseppe Lipera e dall’altra il Ministro di Grazia e Giustizia, Clemente Mastella e il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano.
«Non ho mai chiesto, né chiederò, una grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie». Queste parole dell’ex 007 fanno riflettere, così come fanno riflettere le parole della sorella che chiede un atto di clemenza per il fratello , affinché la sua vita possa concludersi in seno alla famiglia.
“Contrada vuole dimostrare la sua innocenza” ha ribadito ieri Giuseppe Lipera.
La sua innocenza. Contrada, da sempre, si è dichiarato innocente.
E se lo fosse veramente? Se ci fosse anche una sola possibilità su mille che sia innocente, di quale colpa si macchierebbe la società civile nel non concedergli di morire circondato dagli affetti più cari?
E se, invece, fosse colpevole?
Forse avrebbe già pagato con la sua onorabilità di ex funzionario del Sisde calpestata, con l’essere stato sbattuto in prima pagina come un delinquente, con la mancanza degli affetti e tanto altro che viene meno a chi, secondo giustizia, deve scontare, in regime di costrizione, una pena.
Quello che chiede Contrada, però, non è la libertà.
Quello che chiede è di morire. Non vivere.
Come si può rifiutare una richiesta simile ad un anziano che si dice sia in gravissime condizioni, senza poi, quando tutto sarà finito, non sentirsi a disagio?
Un passaggio breve, in seno alla famiglia, con tutte le precauzioni che il caso richiede, gli darebbe dignità e conforto che, come cristiani ed esseri civili, non dovremmo negare a nessuno, senza rischiare di metterci negli stessi panni di chi ha smarrito il senso e la misura della vita.
La mia semplicemente un’opinione, da poco, che non viene condivisa già nel gruppo di persone a me vicine e da quanti non vogliono accordare il beneficio. Una riflessione che ho voluto fare ad alta voce.

Nica