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venerdì

Novantanove anni fa la città di Messina venne rasa al suolo da un terremoto di inusitata violenza.


Il 28 dicembre del 1908, alle ore 5,21, la città di Messina subì la violenza di un tremendo terremoto che raggiunse l’undicesimo grado della scala Mercalli. Il sisma, che provocò il crollo del 90 per cento degli edifici pubblici e distrusse le vie di comunicazione stradale, ferroviarie e marittime, fu uno dei più grandi disastri mai avvenuti. Un tremendo rombo scosse la terra che traballò. Il cielo che era quieto, all’improvviso, divenne minaccioso e i palazzi si accartocciarono e rovinavano su sé stessi sommersi dalla polvere. Le grida della gente, i lamenti si elevarono verso il cielo, tinto di rosso, presago della grande catastrofe che si stava compiendo. Tutto venne distrutto dagli incendi che divamparono e dalla furia di un maremoto che sconvolse il volto di una città tranquilla che si preparava a festeggiare il nuovo anno. Onde gigantesche, alte più di dieci metri, si riversarono sul litorale e con rabbia demolirono le case e risucchiarono i corpi dei morti, e dei vivi, barche e navi ormeggiate, e quanto era ancora era rimasto in piedi.
Dell’Area dello Stretto, che comprendeva Messina e la sua provincia, conosciuta fin dall’antichità per le bellezze paesaggistiche, culturali e architettoniche, e la città di Reggio Calabria, non rimase altro che un pugno di macerie e il pianto dei sopravvissuti sui corpi martoriati dei congiunti.
Al Teatro Vittorio Emanuele, il sipario, che si era chiuso sulle note dell’Aida di Giuseppe Verdi, si chiuse all’alba sulla vita di una città di illustre memoria, inerme di fronte alla furia devastante di una natura irrazionale.
Nica

giovedì

Berlusconi superstar: adesso anche la Yespica dice la sua


Non passa un giorno senza che il nome di Silvio Berlusconi non venga alla ribalta. Ci sono i suoi sostenitori e anche i detrattori che ne parlano, e c’è la satira, che predilige l’ex Presidente del Consiglio per lanciare i suoi strali. Di Berlusconi, che presiede convegni, rilascia interviste, fa spuntare i gazebo nelle piazze, fa esaltare i suoi seguaci, mette in moto una girandola di tesi e ipotesi per scompaginare l’opposizione, confondere, salvo poi informare che il suo dire era diverso da come era stato interpretato, abbiamo fatto il pieno. Politica e antipolitica convivono in uno con l’ex premier che usa un linguaggio accattivante e trascina per la scioltezza del linguaggio, lo stile ironico e giocherellone. Sempre condito da sorrisi rassicuranti.
Come se non bastasse tanta onorevole visibilità, interviene ora una donna, amata dagli italiani per il suo fisico strepitoso, per l’armonia delle sue forme, per donargli ulteriore fama. Sto parlando della showgirl Aida Yespica, già naufraga in quell’isola dei famosi che ne accrebbe la fama. Ad un giornalista che le ha chiesto con chi sceglierebbe di passare una notte tra Berlusconi e Prodi , senza porre tempo in mezzo, senza esitare pare abbia risposto: “Mille notti con Berlusconi e una con Prodi”.
Che dire? La risposta ci fa sorridere. Certo con Berlusconi, che mostra un carattere simpatico ed esuberante, non si annoierebbe, fra una barzelletta e una bella canzone che forse le dedicherebbe, ma mille notti, ai non addetti ai lavori, sembrano davvero troppe, così come una sola notte con Prodi appare penalizzante. Il Presidente del Consiglio, che si mostra piuttosto silenzioso e schivo, non avrebbe nemmeno il tempo di fare conoscere alla “famosa” Aida, che nulla ha da spartire con l’eroina di Giuseppe Verdi, la sua cultura e le qualità che sicuramente possiede, ma che potrebbero non emergere di primo acchito. E va bene… pazienza! Meglio sorridere a queste pseudo notizie piuttosto che venire a conoscenza di conflitti istituzionali che infiammano la politica italiana o di stragi e omicidi che ci trascinano sempre di più nella depressione.

Nica