
Non capita spesso di assistere a commedie raffinate e coinvolgenti come quella scritta e recitata da bravissimo Vittorio Franceschi. Pur non avendo nulla da dividere con i critici, e teatrali per giunta, non posso fare a meno di fare partecipi, quanti leggono il mio blog, di questo lavoro che eccelle nel panorama italiano. Il tema trattato è quello dell’eutanasia, un dramma attuale e struggente, a cui l’autore si accosta con coraggio, usando toni delicati. Ironia, sarcasmo, ansia, umorismo, usati con leggerezza, sono i sentimenti che dominano la commedia che ci conduce per mano e ci fa scoprire la vita del professore Vanni, un botanico cinico e intelligente, che vive su una sedia a rotelle e non vuole più combattere contro una malattia che lo sta distruggendo. Di fronte a un destino che lo priverebbe della dignità di uomo, Vanni porta avanti una pacata rivolta e chiede ad una studentessa, già innamorata di lui, di cogliere una goccia di veleno racchiuso all’apice della foglia di una pianta esotica, Daphne, che lui aveva portato dal Borneo, per fargli dono di una morte rapida e dolce. Il ritmo delle battute, i battibecchi divertenti e graffianti con la sorella, i lunghi, intensi dialoghi con la studentessa e il silenzio calato nella platea per tutta la durata della rappresentazione, prima dello scroscio degli applausi, hanno decretato il successo di una commedia tragica su cui meditare.
Nica

2 commenti:
EUTANASIA
Il rifiuto totale alla vita
come si pùò discutere se nn si è entro il problema?
qualsiasi responso è falsato tutto
scaturisce da un insieme di sentimenti e condizione che esprime
la persona interessata
Scugnizzo
Lo so scugnizzo...il problema è complesso e se ne dovrebbe parlare a lungo...magari con persone che, come dici tu, sono dentro il dramma. Posso però dirti che il protagonista della storia non ha avuto il coraggio di darsi la morte con le sue mani, ed ha delegato un'altra persona a farlo...anche questo dovrebbe fare riflettere...grazie Nica
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