martedì

"Si sta come d’inverno sull'albero le foglie"..."ma tira un vento!" Enzo Biagi si è addormentato serenamente stamani alle ore 8, 20.

Il giornalista Enzo Biagi, che fino a qualche giorno fa ha scherzato sulla provvisorietà della vita, stamani è morto, lasciando un ricordo indelebile nel mondo del giornalismo italiano. Le figlie Bice e Clara piangono un padre amorevole, il mondo della cultura un maestro di vita.

Una intera generazione piange un uomo che ha difeso i diritti civili e ha dato voce , oltre ai grandi della terra, anche agli umili, ai semplici, di cui si pregiava di essere amico. Questa la cifra del suo linguaggio, in un tempo in cui l’apparire domina sull’essere. Egli era un intellettuale, ma entrava in punta di piedi nella vita degli altri e si definiva un operaio del giornalismo. Biagi era un giornalista che potremmo definire unico, per lo stile asciutto, onesto della sua penna, per il rigore, per l’impegno, per il modo elegante che aveva di coniugare il giornalismo con l’attività televisiva e la politica. Autore di più di ottanta libri, tra cui “Era ieri”, La storia D’Italia a fumetti”, “La bella vita”, “Testimone del tempo”, aveva vinto anche il premio Bancarella. Ha diretto e collaborato a numerose testate giornalistiche tra cui il Corriere della sera, l’ Europeo, Il resto del Carlino. Collaborò anche con il grande Indro Montanelli alla creazione del Giornale. Enzo Biagi era ricoverato, dalla scorsa settimana, nella clinica Capitanio per problemi cardiaci, ai quali si sono aggiunti problemi renali e polmonari. Dopo un lieve miglioramento dei giorni scorsi, stamani il peggioramento che lo ha strappato alla vita.

Nica

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