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sabato

Il dolore per la madre che lentamente si sta spegnendo rende una grande umanità a Silvio Berlusconi.


“Mamma Rosa” sta spegnendosi lentamente, come tante mamme, che hanno portato a termine la parabola della vita. Una donna simpatica, dolce, che più volte abbiamo visto sorridente accanto al figlio, ha già perso conoscenza. Leggendo stamani i quotidiani ho provato, inspiegabilmente, sensi di tristezza. Ho letto con quanto amore i figli la stanno accompagnando, ho visto espressioni che non conoscevo sul viso dell’ex presidente Silvio Berlusconi ed ho riflettuto sul dolore, un sentimento che tutti vogliamo sfuggire, ma che rende umanità e sensibilità all’uomo. Berlusconi , seppure già in periodo elettorale, ha perso lo smalto dei suoi giorni migliori. Appare con gli occhi stanchi e un portamento schivo. Oggi in lui ho visto un uomo impotente, che sta per perdere la madre tanto amata, che vuole stare accanto a lei, tenerla per mano, farle sentire il suo grande rispetto e amore. All’uomo, di qualunque ceto sociale o colore politico o cultura che sia, che sa mantenere in vita sentimenti che rispettano le radici del passato, che rispettano gli anziani e la sacralità della vita, che sanno vivere il dolore per la perdita di ogni vita umana, non può che andare la stima e il rispetto di una società civile che spera in un futuro migliore.
Nica

martedì

"Si sta come d’inverno sull'albero le foglie"..."ma tira un vento!" Enzo Biagi si è addormentato serenamente stamani alle ore 8, 20.

Il giornalista Enzo Biagi, che fino a qualche giorno fa ha scherzato sulla provvisorietà della vita, stamani è morto, lasciando un ricordo indelebile nel mondo del giornalismo italiano. Le figlie Bice e Clara piangono un padre amorevole, il mondo della cultura un maestro di vita.

Una intera generazione piange un uomo che ha difeso i diritti civili e ha dato voce , oltre ai grandi della terra, anche agli umili, ai semplici, di cui si pregiava di essere amico. Questa la cifra del suo linguaggio, in un tempo in cui l’apparire domina sull’essere. Egli era un intellettuale, ma entrava in punta di piedi nella vita degli altri e si definiva un operaio del giornalismo. Biagi era un giornalista che potremmo definire unico, per lo stile asciutto, onesto della sua penna, per il rigore, per l’impegno, per il modo elegante che aveva di coniugare il giornalismo con l’attività televisiva e la politica. Autore di più di ottanta libri, tra cui “Era ieri”, La storia D’Italia a fumetti”, “La bella vita”, “Testimone del tempo”, aveva vinto anche il premio Bancarella. Ha diretto e collaborato a numerose testate giornalistiche tra cui il Corriere della sera, l’ Europeo, Il resto del Carlino. Collaborò anche con il grande Indro Montanelli alla creazione del Giornale. Enzo Biagi era ricoverato, dalla scorsa settimana, nella clinica Capitanio per problemi cardiaci, ai quali si sono aggiunti problemi renali e polmonari. Dopo un lieve miglioramento dei giorni scorsi, stamani il peggioramento che lo ha strappato alla vita.

Nica