
In occasione del Congresso della Societa' italiana di cardiologia (Sic), i medici presenti hanno lanciato un appello affinché il parlamento legiferi sul tema del testamento biologico, che si pone sempre con drammatica attualità. E’ stato anche reso noto un dato sul quale si dovrebbe riflettere: il 62 per cento dei medici attua già la desistenza terapeutica seguendo il principio della propria scienza e coscienza.
A parere del presidente SIC Francesco Fedele, i medici cardiologi sono lasciati soli di fronte ad una scelta da operare che dovrebbe rispettare la volontà del malato e la dignità di chi lo assiste e cura.
Non è stato sicuramente edificante sapere, però, che chi ha attuato la sospensione delle cure lo ha fatto in segreto e autonomia. Numerosi sono, infatti, gli interrogativi che sorgono. Intanto con riferimento alle leggi che ancora non sanciscono il principio, e poi , non ultimo, di ordine morale che appaiono i più importanti. La senatrice Paola Binetti , nell’ esprimere la sua incredulità per il dato che è stato evidenziato, ha aggiunto che il paese necessita di leggi che garantiscono l’assistenza all’ammalato, di leggi che difendono il diritto alla vita, fino all'ultimo momento, perché non esiste il diritto alla morte.
Io sto con la Binetti e non vorrei finire mai nelle mani di medici che in “scienza e coscienza” praticano l’eutanasia senza tenere in considerazione leggi, volontà e principi morali cui il paziente potrebbe tenere.
Nica

