Li avevo visti sempre da lontano i bambini dei cinesi, nei lunghi cortometraggi, in braccio alle loro madri, con i capelli neri e gli occhi piccoli , che a me sembravano tristi.
Quando mi capitò di vederne uno da vicino, non mi persi l’occasione di osservarlo attentamente.
Facevo la fila , un giorno, dietro lo sportello di un ufficio postale e sostavo subito dopo una cinesina, dell’apparente età di 25 anni. La donna teneva in mano una cartolina ed in braccio un bambino in tenera età.
Il piccino dava segni di insofferenza, per la lunga attesa. La madre, per calmarlo, cominciò a parlargli nella sua lingua emettendo suoni davvero strani.
Intercalava il suo parlare con sguardi severi che, in breve, peggiorarono la situazione.
Il bimbo , infatti, intimorito, cominciò a piagnucolare.
Nell’attesa del mio turno, seguì con curiosità la sua reazione, cercai di scrutare, senza farmi notare, le emozioni che si alternavano in quegli occhietti neri.
Ne avevano i bambini dei cinesi?
Tutti così seri, così uguali!
Il bimbo, vedendosi sbirciato, appoggiò la testa sulla spalla della madre, come per nascondersi.
Mi venne spontaneo sussurrargli con un sorriso: “Piccolino!”
Non dimenticherò mai la sua espressione.
Mi puntò in viso, di colpo, i suoi occhi neri. Esprimevano immenso stupore.
Non si rendeva conto, certamente, di chi io fossi, attaccata alla fila , proprio dietro lui. E soprattutto cosa volessi.
Cominciò così lui ad osservare me, mantenendo un sorriso dolce e timoroso, come di chi, per non subire eventuali conseguenze, si mostra , ad arte, ubbidiente e buono.
Mi venne voglia di prenderlo in braccio, di stringerlo, per fargli capire che gli ero amica.
Ma non mi spostai di un millimetro dal mio posto.
Accennai, imbarazzata, un sorriso e abbassai lo sguardo. Feci, senza rendermene conto, una smorfia con la bocca, di quelle che fanno i clown, che mi rese assai buffa ai suoi occhi. Lo capì dalla risata aperta di quel cinesino che cominciò a guardarmi con più fiducia, che cominciò a scherzare con me dando vita ad una simpatica schermaglia che suscitò la simpatia dei presenti.
Fu così che io capì una cosa molto importante.
Capì che i bambini dei cinesi sono uguali a tutti i bambini del mondo. Che come loro hanno bisogno solo di coccole e amore.
Capì che la differenza che li divideva stava solo in quegli occhietti neri, a mandorla, che a me apparivano tristi.
Nica