
Una serata speciale ieri sera su rai uno. Tutti, credo tutti, siamo stati incollati davanti allo schermo per riascoltare il canto V dell’Inferno di Dante, che attraverso la deliziosa interpretazione del poeta Benigni, è tornato a risvegliare la nostra sensibilità, la parte migliore della nostra essenza di uomini.
Da sempre innamorata di Benigni, della sua comicità prorompente e semplice, ieri ho sentito la voglia di abbracciarlo per un miracolo che sta operando, facendo assaporare ai giovani e meno giovani i versi straordinari di Dante Alighieri, forse a lungo dimenticato. Una Lectio Magistralis quella di ieri di cui avevamo , in altre occasioni, assaporato piccole parti. E’ stato esaltante immergersi in un mondo molto lontano da quello in cui viviamo, che nello stesso tempo appare attuale per i sentimenti che sconvolgono le anime. Un mondo segnato da forti passioni, dall’amore che unisce, dall’ira distruttiva, dalla sofferenza accettata con rassegnazione, dalla fragilità dell’uomo di fronte al dolore di due anime peccatrici, ma degne di rispetto. Quando il sipario si è chiuso mi sono chiesta:
Perché non si propone il Professore Benigni in tutte le scuole per presentare Dante ? Perché non farlo in modo sistematico, continuo in tutte le scuole per fare rinascere nei giovani interessi che nulla hanno a che spartire con la droga e il disinteresse per quanto li circonda?
In quanti saprebbero resistere al fascino dell’attore che, oltre a spiegare Dante, spiega il Vangelo e la vita in modo così attraente e coinvolgente?
Nica


