Osservare ciò che sta accadendo ed esprimere il proprio pensiero credo sia un dovere di tutti, così come è un dovere non essere disfattisti o nutrire speranze che si rivelano illusorie e talvolta ridicole. È di pochi giorni fa la notizia del suicidio di un uomo, che non avendo i mezzi necessari per pagare il mutuo, in un momento di scoraggiamento, si è tolta la vita.Certo la situazione economica degli italiani non è così tragica per tutti, ma che non ci sia più serenità e certezza del futuro è un dato inoppugnabile.
Molte famiglie stanno scivolando, in un modo che può apparire indolore, ma che produce nel tempo effetti devastanti, verso una soglia di povertà. Non si arriva più alla “quarta settimana”, resa così famosa dai politici di destra e di sinistra.
Oggi trenta centesimi in più sul detersivo, domani sui biscotti o sul latte, e poi l’aumento della luce e quant’altro, ecco che gli stipendi e le pensioni subiscono una erosione lenta ma continua che ci spinge nel nervosismo e nelle difficoltà sempre più insostenibili.
Le famiglie, quindi, devono misurarsi, stare attenti a come spendono i soldi e privarsi anche del necessario, per sopravvivere. E forse ci riescono considerato che sono allenati, da tempo, al sacrificio.
Cosa assai più grave accade ai giovani che non hanno proprio nulla da gestire, non hanno di che misurarsi e devono ricorrere ai genitori, mortificando la loro dignità, per i soldi della benzina, per consumare una pizza, per disporre di pochi euro, senza prospettive per il futuro.
Quelli che sono stati denominati “bamboccioni”, che dovrebbero andare fuori di casa e reggersi sulle proprie gambe, sono uomini, di 28, 30 e più anni, laureati, che fanno file estenuanti, insieme a centinaia di altri giovani, per proporsi per un lavoro pagato anche 10 euro lorde, e dal quale alla fine si vedono esclusi, pur possedendo i requisiti richiesti.
Quali i programmi di aiuto per loro? Quale futuro? Quanti fra i politici si fanno promotori di iniziative volte ad elargire qualche elemosina, stiano tranquilli che non passeranno alla storia, ci vuole ben altro per ricevere il plauso e la stima di chi si vede negato un sacrosanto diritto: il lavoro.
Nica
