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martedì

Scusate il ritardo… ma nel mio ambiente non si usa fare gli auguri di Natale.


Scusate il ritardo, ma visto che tutti si scambiano gli auguri anche io vorrei porgerli a voi.
Per la verità, nel mio ambiente non si usa…ma non voglio rimanere fuori dal giro…
Innanzitutto desidero farli alla mia famiglia adottiva che è sempre tanto carina con me! Non vi dico oggi…ho fatto incetta di baci e carezze! Potrò vivere di rendita per almeno un anno.
Ho capito che era un giorno speciale fin dal mattino, anche perché sotto un albero cresciuto nel salone ( che tentazione nel vederlo!) c’era un dono per me: un collarino nuovo con tanti brillantini rossi.
A dire il vero, forse, più adatto ad una femminuccia… ma come potevo deludere la mia padroncina?
Le ho fatto tante di quelle coccole! Il suo pensiero mi ha commosso.
Eh sì…bello il giorno di Natale, tutti più buoni e gentili! Che meraviglia se durasse tutto l’anno!
Ora vado a nanna, è tardi. Rischio di non svegliarmi in tempo domani per accompagnare alla porta i miei cari. Baci, bacini, bacetti e tanti, tanti auguri da un cuore piccolo ma sincero.
Roger

(By Nica)

lunedì

Senti chi parla : "Mi chiamo Roger e sono un cane"



Mi chiamo Roger e sono un cane, così almeno dicono gli esperti. Il nome mi è stato imposto alla nascita, ma mi è andata bene, perché è carino e anche famoso in tv, in un programma americano che chiamano "fiction". I miei genitori, di razza chihuahua,
che mi hanno messo al mondo, non faccio per vantarmi, sono, ( erano?... ne ho perso le tracce da qualche tempo) esemplari importanti: Kelly del Pasador e Uran dei Guappi. Capirete che ne ho abbastanza per sentirmi una personalità di spicco nel mondo degli animali. Ma ho altri genitori, diciamo adottivi, appartenenti al genere umano, dai quali credetemi, io sono amato e vezzeggiato come un vero figlio. Il mio papà, che non voleva saperne di adozione e i primi tempi mi sgridava, adesso dipende quasi da me e mi cerca e mi custodisce ed è geloso persino se lo trascuro per la mamma e gli altri componenti della famiglia che per me stravedono. Come io, beninteso, stravedo per loro. E, per questo, soffro maledettamente quando vanno fuori per fare shopping, o a trovare gli amici, o all’università. Solo come un “cane”, ad aspettare dietro la porta, in attesa di sentire il rumore della macchina, o il rumore dell’ascensore non è bello. Mi passa persino la fame, mi vengono attacchi di panico, di paura, immotivata, che non tornino più da me. L’attesa però, credetemi, è ricompensata da una gioia grande quanto un osso di elefante, al loro rientro.
La mamma, per togliersi i sensi di colpa, non la smette più di farmi le coccole e di dirmi “ bello…gigiolino…vieni che ti prendo in braccio!” E come lei i miei “ fratellini”.
Quasi mi fanno stancare a girare loro intorno, a dimenare senza tregua la mia minuscola coda, a saltare sulle zampe, che si fanno sempre più esili. Eh sì, carissimi.
C’è una cosa che non vi ho detto, per non farvi addolorare: sono un cane e fortunato per giunta, ma sono vecchietto, perché ho più di 100 anni e nessuno può sapere quanti giorni felici il buon Dio regalerà a me e ai miei cari che sperano siano ancora tanti, ma così tanti da raggiungere insieme un altro mondo che ci sorride ancora da lontano. Scusatemi ora se vi lascio, ma la mamma insiste per portarmi dal dottore per una tosse che mi sta dando un po’ di fastidio, ci sentiremo, comunque... a presto…

Roger (by Nica)