
E’ un rito che sa di antiche fiabe, di grida dei pescatori, di magia, di profumo, che si leva dalle tavole dei messinesi che, orgogliosi di tanta fortuna, del pesce conoscono ogni segreta virtù.
E’ al sorgere del sole che le feluche cominciano il loro cammino, che scivolano sull’autostrada del mare, con uomini attenti a scorgere le pinne che emergono dal livello dell’acqua, pronti ad avvisare i compagni quando è il momento di tirare la fiocina per catturare il pesce. Una, due, tre, tante feluche, che risplendono sotto il sole, che rincorrono la fortuna. Quando avviene l’avvistamento, un coro di voci scuote il silenzio dello stretto, fino a riva, dove c’è sempre qualcuno che segue con emozione quel cerimoniale. La visione plastica di un insieme di rara armonia, viene così arricchita da suoni e colori del pesce che brilla, degli abiti dei pescatori che, ignari di un ruolo che li consegna alla storia, ringraziano il cielo per avere donato loro, ancora una volta un cibo prezioso.
Nica
