Una donna che viene trucidata, un ragazzo che uccide un passante e immortala la scena col telefonino, un incendio che fa sette vittime, prima che arrivino i soccorritori, non fanno più notizia, rientrano nella routine quotidiana. Il crimine rientra nella routine quotidiana, scandisce ogni ora del giorno.E’ un martello pneumatico che lacera le nostre orecchie. Mastichiamo tutti i giorni, assieme al cibo, il dolore di tante persone che si ritrovano disperate, sole, inermi, in una società dove impera l’illegalità, l’abuso di ogni genere, la povertà, il timore e la paura di subire oltraggio anche in luoghi deputati a custodire la persona. Come possiamo adoperarci per riavere dignità, rispetto, amicizia? Per godere della la libertà che la costituzione ci indica come un diritto irrinunciabile? Nelle “tavole rotonde”, abusate all’infinito, si sfoderano teorie, rimbalzano colpe e meriti, infuriano le polemiche, ma poco o niente emerge nei fatti per cambiare una realtà che ci condanna sempre di più all’isolamento e alla depressione. Voglia di fare catastrofismo? No…solo voglia di pace.
“ Speriamo che non succedano più cose di questo genere”…una frase che ascoltiamo troppo spesso e non vorremmo più sentire.
Nica




